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Cosa Vedere a Monfumo in Provincia di Treviso: 3 idee

Scopri cosa vedere a Monfumo in provincia di Treviso: da splendide opere di pittura e architettura sacra a vivaci itinerari che si snodano tra freschi torrenti all’ombra di floridi meleti simbolo della ricchezza del territorio.

Dove si trova Monfumo?

Il comune di Monfumo in provincia di Treviso confina a nord con Cavaso del Tomba e Pederobba, a sud con Asolo e Maser, a est con Pederobba e Maser, Cornuda, a ovest con Castelcucco.

Parrocchia di San Nicola Vescovo nel Comune di Monfumo

Situata in via Chiesa Monfumo, 7, 31010 Monfumo (TV), la chiesa parrocchiale di San Nicola reca una stele in pietra collocata in cima al portale d’ingresso che ne attesta la data della consacrazione, avvenuta nel 1760, e alla dedica a San Nicola, vissuto in Asia minora tra il III e IV secolo, la cui storia ha dato origine alla figura di Babbo Natale.

Gli esterni della chiesa presentano eleganti linee neoclassiche, riconoscibili dai quattro pilastri dorici su cui poggia la trabeazione e il timpano triangolare mentre l’interno si caratterizza per un’ampia e luminosa navata centrale, terminante con l’abside a pianta semicircolare con al centro l’altare maggiore, mentre gli altari minori sono posti lateralmente.

L’edificio sacro, collocato in posizione dominante in cima al colle in cui in origine si ergeva il castello Maltraversiano, offre una vista mozzafiato sulla verdeggiante panorama pedemontana e custodisce al suo interno preziose opere d’arte come la splendida pala d’altare raffigurante il santo da cui la chiesa prende il nome, nonché le sculture di due angeli create dal maestro Pasino Canova, nonno di Antonio Canova.

Percorso Naturalistico “La Valle dell’Acqua Morta” e “Le mele antiche di Monfumo”

Itinerario imperdibile per escursionisti e amanti della natura, la valle dell’acqua morta deve la sua unicità al caratteristico corso d’acqua limpida che la attraversa longitudinalmente, sfociando nel torrente Muson di Monfumo. 

Il verdeggiante sito collinare, sottoposto a tutela paesaggistica, concilia fresche e ombrose aree boschive a torrenti incontaminati il cui scorrere silenzioso alimenta e nutre la fiorente e ricca biodiversità circostante, dai filari delle viti che assecondano ordinatamente i lievi pendii collinari, agli antichi meleti tipici del territorio di Monfumo, i cui frutti sono oggetto di festività tradizionali che ne celebrano l’elevata qualità e il valore nutritivo, nonché il meraviglioso e impareggiabile gusto. 

La festa della mela di Monfumo, allestita ogni anno a cavallo tra agosto e settembre presso la Pro Loco del comune, (in via Chiesa Monfumo, 37, 31010 Monfumo TV) si occupa di valorizzare la biodiversità locale nel contesto dell’ambizioso progetto volto a reintrodurre e coltivare numerose pregiate varietà di mele nei fertili campi di Monfumo.

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Miniere di Monfumo

Le miniere di lignite furono un elemento importante per l’economia di Monfumo specialmente nel corso del XX secolo.

Riprendendo i progetti delle prime attività svolte nella seconda metà dell’ottocento, le miniere furono riaperte, nuove gallerie vennero ampliate e innovate mentre diverse discenderie portarono la miniera a estendersi nelle viscere della terra per una profondità massima di 120 metri. 

Pur essendo stata chiusa nei primi anni del dopoguerra, il sito conserva ancora intatto l’ingresso originale, conferendo all’intero complesso un aura di fascino e mistero che attira ogni anno di centinaia di visitatori.

Percorrendo la strada che va da Pagnano d’Asolo verso Castelli di Monfumo, la miniera si trova sulla destra, a circa mezzo chilometro dopo dal Ristorante Ragno d’Oro, in via la Valle 20, 31010 Monfumo, una strada sterrata che porta al piazzale del parcheggio. La segnaletica composta da diverse frecce bianche guida il visitatore all’inizio del percorso.

Per maggiori informazioni in merito a cosa vedere a Monfumo, si consiglia di visitare il sito del Comune di Monfumo.   

Frazioni del Comune di Monfumo

Castelli

Cosa Vedere a Meduna di Livenza in Provincia di Treviso

Tre mete imperdibili per amanti di storia, arte e architettura nel Comune di Meduna di Livenza

Scopri cosa vedere a Meduna di Livenza: la chiesa di San Giovanni Battista, il Palazzo Michiel Loredan, Villa Wiel, nonché spettacolari scorci panoramici della Livenza e delle floride e boscose siepi che crescono lungo i suoi argini. Volete saperne di più? Prima di tutto:

Dove si trova Meduna di Livenza?

Il comune di Meduna di Livenza confina a nord con Pasiano di Pordenone, a sud con Motta di Livenza, a est con Pravisdomini e Annone Veneto, a ovest con Gorgo al Monticano.

Il ponte della Vittoria

Il punto di partenza è Piazza Umberto I, area urbana lastricata di sanpietrini delimitata a est e ovest da rigogliosi filari di pruni, a sud della chiesa di San Giovanni battista. La piazza è delimitata a nord da pittoreschi alberghi d’epoca e cafè storici.

Vi trovate di fronte all’albergo “Al Paradiso”. Procedete a sinistra e continuate per circa centro metri fino a raggiungere il monumento in onore dei caduti della Grande Guerra circondato ombreggiato da alti cedri. Procedete a sud fino a raggiungere una scalinata che conduce al passaggio ciclopedonale di ponte della Vittoria.

Attraverso al suggestiva struttura metallica di colore blu è possibile ammirare l’approdo di Meduna, il serpeggiante corso del fiume e la florida vegetazione che cresce lungo le sue sponde.

Attraverso la suggestiva struttura metallica di colore blu è possibile ammirare l’approdo di Meduna, il serpeggiante corso del fiume e la florida vegetazione che cresce lungo le sue sponde. Lungo l’argine della Livenza si estende un piacevole percorso naturalistico che, con la sua atmosfera rilassante, invita i visitatori a immergersi nella bellezza della natura circostante.

Chiesa di San Giovanni Battista

Situato in via Vittorio Emanuele, 55, 31040 Meduna di Livenza (TV), il luogo di culto dedicato a San Giovanni Battista (asceta e un profeta vissuto dalla fine del l secolo a.C al 30 d.C circa, anno in cui fu martirizzato) si distingue per uno stile solenne e austero.

Gli esterni, in mattoni a faccia-vista, sono ritmati da un’elegante serie di lesene unite da archi pensili, mentre la facciata presenta un portone rettangolare in legno sopra il quale si staglia il rosone.

Gli interni, con soffitto a capriate lignee, presentano una navata unica terminante con un abside semicircolare coperto da una volta a crociera, mentre il bellissimo pavimento è caratterizzato da splendidi marmi policromi.

Palazzo Michiel Loredan

Localizzato in via Vittorio Emanuele, 13 – 31040 Meduna di Livenza (TV), Palazzo Michiel è un punto di riferimento nel panorama storico e culturale del territorio di Meduna di Livenza, oltre ad essere l’attuale sede municipale medunese.

Il complesso architettonico fu edificato nel Cinquecento per volere della nobile famiglia veneta dei Michiel, il cui rango è attestato dai blasoni nobiliari presenti sulla facciata e sull’elegante fontana a base ottagonale.

Il sontuoso palazzo a due piani presenta al piano terra una loggia sorretta da colonne in pietra, cui si affianca una barchessa porticata, anch’essa a due piani, con sei arcate sostenute da colonne in pietra d’Istria.

Il maestoso edificio sarebbe nato come ampliamento di un castello medievale preesistente, di cui si possono ammirare i resti nell’area sud-est del palazzo.

Villa Wiel

Immerso in uno splendido giardino verdeggiante, il sontuoso edificio è riconoscibile per la linea sinuosa della facciata, caratterizzata da un elegante frontone ricurvo.

Le ampie finestre al piano terra, di forma rettangolare, si alternano alle finestre con arco a tutto sesto del primo piano, la centrale delle quali è arricchita da una pregiata balaustra in ferro.

Gli interni della villa sono impreziositi da pregevoli stucchi in eccellente stato di conservazione, mentre il regale giardino costituisce il radioso scenario naturale in cui si inseriscono le scuderie, le barchesse e una graziosa chiesetta.

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Frazioni del Comune di Meduna di Livenza

Brische, Mure

Cosa Vedere a Maser: 5 cose da fare e vedere

Scopri cosa vedere a Maser: Guarda e Gusta, la tradizionale sagra di Madonna della Salute, la chiesetta di San Giorgio, Villa Barbaro, il museo della Carrozza Villa di Maser.

Dove si trova Maser?

Il comune di Maser in provincia di Treviso confina a nord con Monfumo e Cornuda, a sud con Altivole, a est con Cornuda e Caerano, a ovest con Asolo e Monfumo.

Il paesaggio

La notevole biodiversità floreale e arborea che distingue il territorio di questo piccolo comune nel cuore del trevigiano è testimoniata dalla presenza di maestosi alberi centenari, di cui sono degni di menzione un bagolaro di 150 anni, chiamato anche romiglia e situato in via Verdi ed il Ginko di Maser, alto più di 20 metri e posto all’inizio della strada che porta a Forcella Mostaccin.

Guarda e Gusta di Maser

Quando si svolge Guarda e Gusta?

La manifestazione Guarda e Gusta si svolge nel mese di giugno in Piazza di Madonna della Salute, punto di partenza di una splendido e tranquillo itinerario di 12 km che si snoda attraverso il radioso scenario rurale di Maser, tra freddi e lipidi canali e campi assolati costellati di floridi oliveti e cinti da alte e ombrose siepi.

Il sentiero ciclo pedonale accompagna i partecipanti in un percorso storico naturalistico alla scoperta di antiche cascine armoniosamente integrate nell’ambiente circostante nonché rinomati frantoi aperti al pubblico nell’ambito di visite guidate alla scoperta dell’aroma unico di olio d’oliva di prima scelta reso speciale dal clima mite e dalla salubrità del terreno.

Per gli amanti di escursioni che si chiedono cosa vedere a Maser, visitare il sereno ambiente campestre di questo incantevole comune del trevigiano sarà un’esperienza emozionante in particolare durante le soleggiate giornate estive che anticipano la stagione estiva.

Per maggiori informazioni in merito all’organizzazione dell’evento si invita a consultare la pagina Facebook del Comitato Festeggiamenti Madonna della Salute.

Tradizionale sagra di Madonna della Salute

Quando e dove si svolge la sagra di Madonna della Salute?

La celebrazione della Madonna della Salute cade il 21 di novembre anche se i festeggiamenti nel comune di Maser si svolgono anche nei giorni precedenti. Nell’edizione del 2021 la tradizionale sagra si è svolta dal 6 al 21 novembre.

Come ogni anno, la comunità locale e visitatori provenienti da tutta la regione si riuniscono per osservare l’antica cerimonia liturgica in onore della Santa Patrona istituita nel 1630, sia per condividere momenti di svago, diversione e spensieratezza nell’ambito di una festa che anima le pungenti serate di novembre attraverso musica dal vivo e specialità enogastronomiche di prima qualità che hanno come protagonisti i colori e i sapori dell’autunno.

Per tenervi aggiornati sulle novità inerenti alla tradizionale sagra, si consiglia di visitare il sito ufficiale della pro loco di Maser.

Comune di Maser: Chiesetta di San Giorgio

Lo splendido panorama della vallata fa da sfondo alla candida e graziosa chiesetta con volta a cupola appollaiata sulla sommità di un belvedere posto circa a metà del percorso panoramico “delle Due Rocche”. L’antico convento di origine millenaria è raggiungibile da Via San Vettore o da Forcella Mostaccine è una delle località più apprezzate a livello storico del territorio grazie alla raffinata architettura e alla romantica cornice naturalistica che la avvolge.

Villa di Maser

Progettata da Andrea Palladio e costruita dal 1549 al 1558, Villa di Maser (conosciuta anche come Villa Barbaro) sorge a mezza costa di un florido declivio boscoso nel punto in cui la rigogliosa pianura incontra i dolci pendii alberati dei Colli Asolani.

Situata in Via Cornuda, 7, la dimora rinascimentale è inserita in una tenuta di duecento ettari, di cui cento ettari a bosco, il resto a vite e in parte a uliveti.

Dichiarato patrimonio dell’umanità UNESCO nel 1996, il complesso architettonico si armonizza con le gentili pendenze del colle grazie all’equilibrato collegamento dei due principali livelli della residenza signorile con gli ambienti esterni: il piano terra con il giardino rivolto verso la sconfinata pianura trevigiana, il piano nobile con il Ninfeo a esedra cui fanno da sfondo soleggiati rilievi boscosi.

Museo della Carrozza

L’esclusiva collezione privata di carrozze d’epoca si trova custodita all’interno della villa di Maser e espone veri e propri gioielli dell’artigianato italiano secolari e tutt’ora in ottime condizioni di restaurazione.

La preziosa raccolta ha origine dalla passione per il mondo equestre e dei veicoli a trazione equina, tra i quali spicca per rarità e pregio un esemplare di carrozza a quattro ruote conosciuta anche come il taxi milanese dell’ottocento.

La collezione è aperta in alcuni giorni e fasce orarie da aprile a ottobre, per maggiori informazioni si consiglia di contattare visitare il sito ufficiale del Museo di Villa Maser.

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Frazioni del Comune di Maser

Coste, Crespignaga, Madonna della Salute

Cosa Vedere a Mareno di Piave in Provincia di Treviso

Tre mete imperdibili tra natura, arte e storia nel Comune di Mareno di Piave

Mareno di Piave: Paesaggio e Natura

Il territorio di Mareno di Piave, immerso in un angolo di pianura verdeggiante della Marca Trevigiana, si estende nella fascia della sinistra Piave e rientra nel contesto del bacino idrografico del Piave e del Monticano, le cui acque favoriscono la crescita di una vasto e rigoglioso patrimonio di biodiversità arborea, floreale e faunistica che si sviluppa e si diffonde seguendo il sinuoso e placido andamento.

La fitta e capillare rete di torrenti, limpide risorgive e corsi d’acqua di minore portata che si ramifica nel territorio comunale, come Roggia Torsa, Fosso Vadon, Rio Raseva, Fossa Fazzoletta e Canale Piavesella offrono al visitatore scorci panoramici di incredibile valore naturalistico e paesaggistico.

Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo

Situata in Piazza Vittorio Emanuele III, 9, 31010 Mareno di Piave TV, la chiesa arcipretale di Mareno di Piave custodisce ricchezze di inestimabile valore artistico e storico che aspettano solo di essere scoperte e ammirate. 

le antichissime origini del luogo di culto sono testimoniate dal complesso di affreschi e stucchi che decorano la parete sinistra, realizzati dal XV al XVI secolo e ritraenti scene sacre come l’Ultima Cena, la Crocifissione e la Madonna con Gesù cristo e Sant’Anna.

In corrispondenza della navata centrale è possibile ammirare spettacolari affreschi del maestro Gian Battista Canal, artista veneziano conosciuto come Canaletto. 

Dei quattro altari posti lungo la navata centrale spicca l’Altare delle Anime in marmo nero greco di circa quattrocento anni fa.

Villa Tron Donà delle Rose

La sontuosa residenza rurale rappresenta un punto di riferimento nel panorama culturale e architettonico del comune nonché uno dei monumenti di maggior valore nel patrimonio storico del territorio.

Il corpo centrale dello splendido edificio settecentesco include al suo interno uno splendido salone cui si accede tramite una doppia scalinata mentre la facciata è immediatamente riconoscibile per il grande frontone che svetta al centro della struttura.

L’intero edificio include inoltre una serie di fabbricati, scuderie e barchesse, edifici rurali di servizio adibiti a magazzino e volti ad ospitare contadini e braccianti della vasta tenuta in cui è immersa la villa.

La residenza di villeggiatura è circondata da un rigoglioso giardino di due ettari costellato di maestosi alberi secolari, all’interno del quale una cappella custodisce le spoglie di Francesco Donà, Doge di Venezia dal 1545 al 1553.

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Frazioni del Comune di Mareno di Piave

Bocca di Strada, Ramera, Santa Maria del Piave, Soffratta

Cosa Vedere a Mansuè: 4 cose da non perdere

Cosa vedere a Mansuè in provincia di Treviso? Scopri quattro mete imperdibili tra natura, arte e storia nel Comune di Mansuè. Volete saperne di più?

Dove si trova Mansuè?

Il comune di Mansuè si trova nella Provincia di Treviso con un territorio che si estende su una superficie di 26,65 chilometri quadrati.
Confina a nord con Gaiarine a est con Fontanelle, a sud est con Oderzo a sud ovest con Gorgo al Monticano a Ovest con Portobuffolè ed il Friuli Venezia Giulia.

4 cose da vedere a Mansuè

1.Il Bosco delle Viole

Il Bosco delle Viole è un’area boschiva di pianura situata nella campagna di Mansuè all’estremità orientale della provincia di Treviso ed è inserito in una superficie aziendale agricola di circa 30.000 metri quadrati.

Nato grazie alla passione e lungimiranza del fondatore Gianfranco Marchetti, agronomo, erborista e insegnante, di Alessandro Marchetti, musicista, scrittore e apicoltore e di Elena Marchetti, operatrice del benessere, il Bosco delle Viole è una Fattoria didattica iscritta all’Elenco della Regione Veneto, nella quale è possibile svolgere laboratori di botanica, di apicoltura e partecipare a visite guidate, adatte a persone di ogni età, per scoprire e conoscere il pregiato agroecosistema che caratterizza l’area.

Si precisa che il Bosco delle Viole è un luogo privato ed è possibile accedervi solo in determinate giornate che vengono indicate sulla pagina Facebook (Bosco delle Viole di Mansuè – TV) e Instagram (@bosco_delle_viole). È possibile, inoltre, prenotare visite guidate per gruppi di persone; si rimanda al sito web (www.boscodelleviole.it) circa la descrizione delle attività e dei percorsi didattici.

Il secondo significato legato al nome dell’affascinante area verde è da ricondursi a un antico caseggiato rurale ottocentesco, armoniosamente inserito nel delicato contesto naturale, in cui abitava un tempo la famiglia Marchetti, conosciuti in paese come “i Viola”.

2.Visita il Bosco di Basalghelle

Le fotografie aeree mostrano l’incantevole estensione boschiva del bosco di Basalghelle, preziosa e delicata rimanenza di ciò che un tempo era una più vasta area planiziale di antichissima origine che si estendeva per quasi cento ettari.

Uno dei siti naturalistici più significativi nel comune di Mansuè oltre al bosco delle Viole, il bosco di Basalghelle si trova alle coordinate 45.83008808153906, 12.520182994560445.

Tra le specie arboree che compongono il complesso mosaico di biodiversità di questo affascinante fazzoletto di natura incontaminata, osserviamo maestose varietà di querce, frassini e carpini. Il florido sottobosco sboccia in primavera e come un manto colorato rivela le tonalità sgargianti di anemoni, gigli, e campanellini, solo per menzionarne alcuni.

L’ambiente salubre del bosco costituisce l’habitat ideale per diverse specie avicole, come picchi, ghiandaie e poiane, specie anfibie molto rare come la Bombina variegata, di piccole dimensioni ma distinta da una brillante colorazione gialla screziata di nero, nonché specie mammifere come il tasso.

Questo splendido e appartato angolo di verde ci ricorda quanto il nostro ecosistema, straordinario e al tempo stesso fragile, meriti di conosciuto e contemplato nell’ambito del massimo rispetto del suo delicato equilibrio.

3.Chiesa di San Mansueto

Situata in via Fossabiuba 2 31040 MANSUÈ (TV), la parrocchiale di San Mansueto arricchisce il già vasto patrimonio architettonico, artistico e storico del piccolo comune del Trevigiano.

Il maestoso tempio, in origine a navata unica, conserva ancora un presbiterio dotato di altare, sormontato da uno splendido tabernacolo marmoreo e ornato da due angeli in marmo.

Le navate laterali sono scandite da eleganti colonne in marmo rosso che sorreggono archi a tutto sesto.

In corrispondenza di abside e presbiterio è possibile ammirare un grandioso affresco raffigurante il Redentore con i simboli dei quattro evangelisti.

L’arco che separa il coro dalla navata centrale presenta affreschi ritraenti la Vergine assunta in cielo, Santa Cecilia e San Pio X.

Degli altari laterali, quello di sinistra è dedicato alla Madonna, riconoscibile per la splendida statua in legno laccato bianco, mentre l’altare a destra è dedicato a Sant’Antonio, la cui statua reca l’iscrizione “Pro fratribus nostris absentibus”.

La facciata candida della chiesa presenta sotto il maestoso rosone un meraviglioso mosaico variopinto raffigurante San Mansueto Vescovo.

4.Villa Aganoor

Il nobile edificio, conosciuto anche come Villa Virginia, è un sontuoso palazzo dedicato alla contessa Virginia Aganoor, ricostruito dopo che un devastante incendio aveva divorato la struttura quasi del tutto.

L’elegante abitazione signorile che è possibile ammirare oggi, sviluppata su tre piani, include fabbricati di servizio ancora intatti come l’antica barchessa e si distingue per il suggestivo parco secolare in riva al fiume Resego.

Il nobile palazzo fu una delle residenze della famiglia Aganoor, nonché dimora della nobile Vittoria Aganoor (Padova, 26 maggio 1855 – Roma, 8 maggio 1910) poetessa e scrittrice che in questa casa, da lei definita “suo eremo” compose molte delle sue liriche di Leggenda Eterna (1900). 

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Popolazione, Frazioni, CAP e altri dati

Popolazione di Mansuè

La popolazione conta 4970 abitanti per una densità di 186,5 abitanti per km quadrato

Frazioni del Comune di Mansuè 

Basalghelle

Qual è il Codice di Avviamento Postale (CAP)?

Il CAP di Mansuè è 31040.

Qual è il Prefisso Telefonico?

Il prefisso telefonico per chiamare in questo comune è 0422.

Informazioni Amministrative

  • Codice ISTAT: 26037
  • Codice Catastale: E893

Se stai pianificando una gita a Mansuè ti consiglio di esplorare anche le attrazioni della provincia di Treviso o scoprire gli altri comuni di questa affascinante zona.

Cosa vedere a Loria in Provincia di Treviso

Scopri cosa vedere a Loria: Parco Naturale del Muson, sui sentieri degli Ezzelini, la Chiesa di San Giovanni Battista. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Loria?

Il comune di Loria in provincia di Treviso confina a nord con Mussolente, San Zenone degli Ezzelini e Riese Pio X, a sud con Galliera Veneta, San Martino di Lupari e Castello di Godego, a est con Riese Pio X, a ovest con Cassola, Rossano Veneto e Galliera Veneta.

Derivazione del nome del comune di Loria

Loria, paese di antichissime origini, deve il suo nome alla Via Aurelia, celebre strada romana che collegava Padova ad Asolo per poi raggiungere Feltre, passando proprio per questa cittadina.

Oltre ai reperti provenienti da insediamenti di epoca romana, il patrimonio culturale del territorio custodisce testimonianze del dominio di nobili casate medievali, come quella degli Ezzelini, e del periodo di dominazione della Repubblica di Venezia.

Il territorio si distingue per la bellezza naturalistica dei suoi paesaggi, scenario ideale per itinerari turistici da percorrere in totale tranquillità, a piedi o in bicicletta, tra splendidi viali alberati lungo gli argini del fiume Muson.

Parco Naturale del Muson – Sui Sentieri degli Ezzelini

Splendida area verde estesa lungo il corso dell’omonimo fiume, il parco naturale del Muson è una delle località più suggestive del percorso “Sui Sentieri degli Ezzelini“, itinerario ciclo-pedonale che collega Padova ad Asolo diramandosi in due tratte, una delle quali passa per i comuni di Castelfranco, Godego, Loria e Spineda, articolandosi lungo il corso del Muson dei Sassi.

Il suggestivo itinerario è il risultato del duro lavoro e della costante partecipazione di tutte le amministrazioni comunali attraversate dal percorso rurale, unite dal comune desiderio di valorizzare il vasto mosaico di biodiversità arborea, floreale e faunistica che rende questo angolo verde della provincia di Treviso unico nel suo genere.

Chiesa di San Giovanni Battista

Situato nella frazione di Bessica in via Dante Alighieri, 1, 31037 Loria (TV), il luogo di culto ottocentesco è uno dei più significativi punti di riferimento storici, artistici e architettonici del comune.

La facciata della chiesa neoclassica è verticalmente tripartita da due coppie di sei semi-colonne corinzie, al di sopra delle quali si stagliano l’architrave, il fregio e il frontone triangolare dentellato. Quest’ultimo è ornato da un’apertura circolare al centro della quale campeggia una colomba. Lo sviluppo verticale della struttura è concluso da una statua raffigurante San Giovanni Battista, ai cui lati si innalzano le statue simboleggianti la Fede e la Carità.

La navata unica, candida e luminosa, è sovrastata da uno splendido soffitto ingentilito da un affresco raffigurante la gloria di San Giovanni Battista.

Sorrette da semi-colonne con capitelli corinzi, le ampie arcate incorniciano quattro altari, uno dei quali è dedicato alla Vergine del Rosario. Un altare marmoreo è ornato da un’antica statua della Vergine del Carmelo, un altare ligneo è dedicato a San Valentino, un altro altare è decorato da una pala raffigurante il martirio di San Sebastiano. L’altare maggiore in marmo è ornato dalle statue di due angeli in preghiera.

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Frazioni del Comune di Loria

Bessica, Castione, Ramon 

Cosa vedere a Gorgo al Monticano in Provincia di Treviso

Scopri cosa vedere a Gorgo al Monticano: la chiesa dei Santi Ippolito e Cassiano, Villa Foscarini Cornaro, il bosco di Cavalier, il parco del Monticano e Villa Revedin. Esplora le bellezze naturalistiche e architettoniche di uno dei più suggestivi comuni in provincia di Treviso. Prima di tutto…

Dove si trova Gorgo al Monticano?

Questo comune si trova in Provincia di Treviso con un territorio che si estende su una superficie di 26,4 chilometri quadrati.
Confina a nord est con Pasiano di Pordenone e Meduna di Livenza, a nord ovest con Mansuè, a sud con Chiarano, a est con Meduna di Livenza e Motta di Livenza, a ovest con Oderzo

Cosa vedere a Gorgo al Monticano?

Chiesa dei Santi Ippolito e Cassiano

Situata in via Postumia Centro, 44, 31040, la parrocchia di Gorgo al Monticano è un’antico e ben conservato esempio di architettura ecclesiastica costruito dove un tempo sorgeva il precedente tempio medievale.

La candida chiesa risalente all’epoca rinascimentale è ritmata esternamente da lesene raccordate da archetti pensili. La facciata a capanna, caratterizzata da uno stile sobrio ma elegante, è scandita da due alte finestre con volta arrotondata, separate dal grande portone d’accesso in legno e sovrastate dal timpano recante al centro il simbolo della croce.

Bosco di Cavalier

Parco di Cavalier Gorgo al Monticano scaled

Con un estensione di quasi dieci ettari, il bosco di Cavalier rappresenta la meta naturalistica più significativa nel comune di Gorgo al Monticano. Il  sereno bosco misto planiziale si caratterizza per una notevole biodiversità arborea che include spettacolari varietà di Farnie, Carpini bianchi, Ontani, Aceri, Pioppi e Ornielli. Sorto su una falda sospesa, il bosco costituisce l’habitat ideale per numerose specie anfibie, di cui sono degne di menzione la sgargiante Raganella italica e il Tritone punteggiato, nonché sgargianti esemplari avicoli come il Picchio rosso maggiore e la graziosa pigliamosche (Muscicapa striata).

Il florido sottobosco presenta vivaci specie come la candida acetosella dei boschi, il fior di stecco dalle sfumature rosate e il nardo selvatico, o zenzero selvatico europeo, di colorazione viola scuro e dal pregiato aroma.

Parco del Monticano

Parco del Monticano a Gorgo al Monticano scaled

Situata a meno di un kilometro dalla sontuosa Villa Foscarini Cornaro, la piccola oasi alberata sorge tra il centro urbano del paese e l’omonimo fiume originario del monte Piai (Vittorio Veneto), nel punto in cui si snoda il GiraMonticano, itinerario ciclo-pedonale che parte da Conegliano conduce a Motta di Livenza.

Villa Revedin

La grandiosa villa situata in via Palazzi, 4 31040 Gorgo al Monticano (TV) è un vero e proprio gioiello di architettura rinascimentale nonché punto di riferimento nel panorama culturale, storico e artistico del comune di Gorgo al Monticano.

Immerso nello splendido scenario della campagna veneta, il candido palazzo cinquecentesco è avvolto da un meraviglioso giardino secolare all’italiana di ventimila m², costituito da una ricca biodiversità arborea e floreale che include maestosi tigli, faggi, cedri del Libano e zelkova centenari di impressionante bellezza.

Il meraviglioso edificio storico, decorata internamente da inestimabili affreschi veneziani, è ora uno dei più prestigiosi albergo e ristorante di lusso, e rappresenta l’ambiente perfetto per organizzare matrimoni, ricevimenti, congressi ed eventi esclusivi indimenticabili.

Per maggiori informazioni si consiglia di visitare il sito ufficiale della residenza.

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Popolazione, Frazioni, CAP e altri dati di Gorgo al Monticano

Popolazione

La popolazione conta 4007 abitanti per una densità di 151,76 abitanti per km quadrato

Frazioni del Comune di Gorgo al Monticano

Cavalier

Qual è il Codice di Avviamento Postale (CAP) di Gorgo al Monticano?

Il CAP è 31040.

Qual è il Prefisso Telefonico di Gorgo al Monticano?

Il prefisso telefonico per chiamare in questo comune è 0422.

Informazioni Amministrative

  • Codice ISTAT: 26034
  • Codice Catastale: E092

Se stai pianificando una gita a in questo comune ti consiglio di esplorare anche le attrazioni della provincia di Treviso o scoprire gli altri comuni di questa affascinante zona.

Gelato Sbatudin, il “Gelato della Rinascita”

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Passione, creatività e amore per la tradizione si combinano per dare vita al delizioso gelato sbatudin, dolce prelibato che valorizza una delle ricette più antiche e gustose nel Veneto.

l’Associazione Gelato Veneto e il GAT (Gelatieri Artigiani del Triveneto), in collaborazione con l’APPE (Associazione Provinciale Pubblici Esercizi) presentano lo squisito gelato che recupera e reinterpreta il dolce ghiotto e corroborante che ci preparavano le nostre nonne quando eravamo bambini, sia come toccasana che per tirarci su di morale, regalandoci alcuni dei più piacevoli ricordi d’infanzia. 

Il seguente articolo vi fornirà le informazioni più importanti in merito al gelato sbatudin e alla sua origine, oltre ad indicarvi quando e dove potrete gustarne una coppa.

Cos’è lo Sbatudin?

Lo sbatudin, conosciuto e apprezzato per essere la sua golosità e qualità ricostituente, nasce da un’antica ricetta a base uova, zucchero e marsala, ideale sia come dessert che come prima colazione. 

Il dolce, di origine povera ma gustoso e nutriente, è un elemento tipico della tradizione gastronomica della regione, capace con il suo sapore avvolgente e soave di risvegliare piacevoli ricordi d’infanzia di moltissimi veneti.

Come fare lo sbatudin

Il nome sbatudin si riferisce all’atto di sbattere energicamente il tuorlo d’uovo con lo zucchero.

Ingredienti per una persona:

  • 1 uovo fresco, preferibilmente biologico
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 1 cucchiaio di caffè, marsala o rum

varianti: caffé, rum, marsala, albumi     

Preparazione:

1. Sbattere energicamente il tuorlo d’uovo con lo zucchero fino a ottenere un composto dalla consistenza morbida e chiara in cui non si avverte la consistenza granulosa dello zucchero.
2. In base ai gusti personali si può concludere la ricetta aggiungendo Caffè, Marsala o Rum

In alcuni casi il tuorlo e l’albume sono sbattuti insieme allo zucchero, secondo altre varianti l’albume è montato a parte e aggiunto in seguito al composto di tuorlo e zucchero al fine di renderlo più spumoso.

In base ai gusti personali si può concludere la ricetta aggiungendo:

caffé: ideale per una colazione energizzante e gustosa

marsala o rum: per dare un piacevole e deciso tocco aromatico

Cos’è il Gelato Sbatudin

Le associazioni Gelato Veneto e il GAT (Gelatieri Artigiani Del Triveneto) hanno dato prova di creatività e inventiva nel realizzare il connubio perfetto tra la freschezza rinvigorente del gelato artigianale veneto e il carattere ricostituente dell’antica ricetta dello sbatudin, realizzando il gelato allo sbatudin, delicato, piacevole e rigenerante, dolce prelibato che il governatore Luca Zaia ha recentemente definito il gelato della rinascita

Al fine di arricchire il sapore del gelato si è scelto di aggiungere del vino passito veneto e di accompagnare il tutto con dei gustosissimi e croccanti biscotti artigianali di mais, tutti prodotti di qualità eccellente legati alla cultura e alla tradizione della nostra regione.

Ti interessa questo articolo? Qui troverai le ricette Venete più Famose ed interessanti! 

Quando si potrà assaggiare il Gelato Sbatudin?

Il gelato della rinascita sarà disponibile a partire da domenica 21 giugno, assaporarne una coppa sarà un’ottima occasione per celebrare il primo giorno d’estate!

Dove mangiare il Gelato Sbatudin?

Lo squisito sbatudin, novità fresca ed energizzante, sarà disponibile nelle gelaterie Ciokkolatte – il gelato che meriti, situate nei comuni di :

PADOVA, in Piazza dei Signori, 27

VICENZA, in Corso Fogazzaro, 13

MESTRINO, in via IV Novembre, 29

e in molte altre gelaterie italiane e non!  Delizia sarà presente persino in Germania ed Olanda!

Cosa Vedere a Giavera del Montello: 4 idee

Scopri cosa vedere a Giavera del Montello: Villa Wassermann, museo della Grande Guerra, pista motocross Santi Angeli, il bus de le fade. Ma prima…

Dove si trova Giavera del Montello?

Il comune di Giavera del Montello in provincia di Treviso confina a nord con Sernaglia della Battaglia, a sud con Povegliano, a est con Nervesa della Battaglia e Arcade, a ovest con Volpago del Montello e Povegliano.

Bus de la Fade

In prossimità del Colle della Tombola, ombreggiata dalla densa vegetazione di robinie, biancospini, gelsi, castagni, aceri, roveri, ailanti e molte altre rigogliose piante d’alto fusto, si nasconde una grotta di rara bellezza, nella quale, secondo antiche leggende, delle creature fatate si recavano al tramonto per lavarsi a una limpida fonte.

Secondo i racconti tramandati nel corso di generazioni, alcuni avventori avrebbero scorto queste magiche creature nell’atto di lavare i panni in un ruscello e di danzare sulle acque di gelide sorgenti.

Se vi chiedete cosa fare a Giavera del Montello, organizzare un’escursione in questi luoghi incantati è un’occasione ideale per chiunque desideri esplorare un luogo fiabesco e silenzioso, abitato, secondo la tradizione popolare, da presenze mistiche, sfuggenti e imprevedibili, che simboleggiano l’antico legame tra natura ed esseri umani.

Per altre informazioni visita il sito del Comune di Giavera del Montello

Villa Wassermann

Situata in Via della Vittoria, 180, 31040 Giavera del Montello (TV), Villa Wassermann è una splendida dimora signorile avvolta da un giardino alberato plurisecolare.

Immerso nel radioso scenario della campagna trevigiana, il nucleo residenziale a tre piani è affiancato a est da un fabbricato rurale, articolato su due livelli, ideato per facilitare lo svolgimento delle attività agricole. Caratterizzato da uno stile sobrio ed elegante, il complesso architettonico include un candido oratorio privato, situato in corrispondenza dell’ingresso meridionale.

Museo della prima guerra mondiale: un viaggio emozionale

Presso Villa Wassermann Giavera del Montello (TV) ITALY

Il museo della grande guerra espone numerose testimonianze di soldati che hanno preso parte al primo conflitto mondiale. Il percorso espositivo è stato allestito per coinvolgere il visitatore in un’esperienza educativa e mantenere vivo il ricordo di uno dei capitoli più bui del XX secolo.

Ti interessa questo articolo? Qui troverai tutti i comuni delle Provincia di Treviso con le Info più interessanti!

Impianto Sportivo – Pista Motocross Santi Angeli

Il crossodromo di Giavera del Montello, ideato per gli amanti di uno degli sport motociclistici più impegnativi e amati al mondo, è situato in via Gorini, 8 Loc. Largo delle Pile 31040 [TV].

Il Moto Club Montello programma eventi sportivi, manifestazioni e sessioni di allenamento in una pista da moto cross all’avanguardia.

Se vi chiedete cosa vedere a Giavera del Montello desiderate assistere a elettrizzanti gare motociclistiche eseguite da veri professionisti, oppure volete partecipare in prima persona e vivere da protagonisti il brivido della corsa in una pista ideata per mettervi alla prova e misurare le vostre abilità, la Pista Motocross Santi Angeli potrebbe fare proprio al caso vostro!

Per maggiori informazioni in merito a iscrizioni, tesseramenti ed eventi sportivi si consiglia di visitare il sito di MX Giavera Park.

Frazioni del Comune di Giavera del Montello

Cusignana, Santi Angeli

Cosa vedere a Fregona: 3 cose da vedere a Fregona

(articolo aggiornato) Cosa vedere a Fregona? Tre mete imperdibili tra natura incontaminata, arte e architettura nel Comune di Fregona.

Avventurati nelle splendida terra di Fregona in provincia di Treviso alla scoperta di splendide località uniche e indimenticabili: le grotte del Caglieron, il caratteristico campanile della chiesa di Santa Maria Assunta, la maestosa architettura di Villa Trojer.

Visita le grotte del Caglieron

Le grotte del Caglieron (a cui abbiamo dedicato un approfondimento grazie alla gentile collaborazione del Parco Grotte Caglieron) sono un complesso di fenditure la cui origine dipende in parte da processi di escavazione e in parte dalla lenta e costante azione erosiva che il torrente Caglieron ha esercitato nel corso di milioni di anni sulle formazioni di roccia calcarea e arenaria collocate nella località di Breda a Fregona.

I suggestivi itinerari naturalistici e gli spettacolari scorci panoramici che abbiamo la fortuna di ammirare oggi sono il risultato dell’interazione tra la maestosa mole rocciosa di antichissima origine geologica e lo scrosciante e primitivo scorrere di acque terse e gelide, fonte di vita che alimenta la rigogliosa e verdeggiante vegetazione arborea e floreale che costituisce il delicato quanto inestimabile ecosistema dell’area.

Un percorso di passerelle in legno sospeso al di sopra delle suggestive cascate del Caglieron accompagna il visitatore nel cuore dell’antica forra naturale, addentrandosi in uno scenario primordiale e incontaminato e costellato di gole e grotte ricche di stalattiti e stalagmiti che offrono scenari paesaggistici di memorabile bellezza.

Superato l’antico mulino e luogo di ristoro il sentiero riprende conducendo a due pittoresche abitazioni rurali che ospitano un spazio espositivo volto a promuovere il mestiere tradizionale dello Scalpellino. 

L’itinerario giunge al termine in corrispondenza della Provinciale 151, in prossimità della grotta di Santa Barbara, attualmente in fase di allestimento per la realizzazione di un laboratorio con finalità educativa. 

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Il Campanile di Fregona

Il campanile della chiesa arcipretale di Santa Maria Assunta è uno dei monumenti più rappresentativi del comune di Fregona oltre a costituire un vero e proprio gioiello di architettura del patrimonio culturale e storico del territorio.

La maestosa e candida mole dell’imponente torre campanaria è stata realizzata tra il XIX e il XX secolo in massicci blocchi di pietra ricavati dalle cave del luogo.

Ad accrescere ulteriormente il valore della struttura neogotica coronata da otto eleganti guglie è il sontuoso apparato scultoreo che include teste di leone e di drago, nonché suggestiva la scala a chiocciola interna che permette, una volta raggiunta la cima, di godere della meravigliosa veduta del paese e del paesaggio montuoso circostante.

Villa Trojer Lucheschi de Mori

Situata in via Indipendenza, 55, 31010 Fregona (TV) la lussuosa residenza signorile realizzata nel XVII secolo si presenta in condizioni eccellenti a distanza di più di quattro secoli dalla sua creazione.

Il corpo padronale della nobile dimora, recante al centro una elegante trifora e accessibile tramite una doppia scalinata, è stato realizzato seguendo i canoni del barocco veneziano.  

L’intera struttura appare alleggerita dalla presenza di otto ampie arcate a botte al piano terra, a loro volta sovrastate da ulteriori quattordici archi a tutto sesto di dimensioni inferiori.

La splendida abitazione ospita annualmente prestigiosi ed ambiti eventi finalizzati a valorizzare le specialità enogastronomiche della Regione come la Primavera del Prosecco e la mostra del Torchiato di Fregona.

Per altre informazioni visita il sito del Comune di Fregona

Frazioni del Comune di Fregona

Osigo