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Cosa Vedere a Fonte in Provincia di Treviso: 3 idee

Scopri cosa vedere a Fonte in provincia di Treviso: il castello di Monte San Nicolò, la parrocchia di San Pietro Apostolo, la la chiesa della Beata Vergine del Monte Carmelo.

Dove si trova Fonte?

Il comune di Fonte confina a nord con Pieve del Grappa e Asolo, a sud con Riese Pio X, a est con Asolo, a ovest con San Zenone degli Ezzelini.

Incorniciato dai colli Asolani-Ezzelini, le cui pendici verdeggianti sono racchiuse dalle acque del Piave e del Brenta, il comune di Fonte sembra adagiarsi sulle lievi pendenze di antichissimi rilievi geologici, la cui superficie appare costellata di testimonianze storiche, culturali, artistiche e naturalistiche di inestimabile valore, pronte ad essere esplorate e contemplate da chiunque sia pronto ad abbandonarsi al loro fascino.

Il Castello di Monte San Nicolò

Una delle testimonianze di maggior valore storico e culturale che si possono ammirare nel territorio di Fonte sono gli antichi resti di quella che un tempo costituiva una massiccia fortificazione eretta sulla sommità del monte San Nicolò.

Dell’imponente castello medievale è sopravvissuta una parte del perimetro murario in pietra e sulla cima del colle si possono ammirare le rovine della torre e una sezione ancora intatta del nobile castello.

Dopo la tragica fine della famiglia degli Ezzelini, i cui ultimi componenti furono catturati nel 1260 dopo un lungo assedio e barbaramente uccisi in seguito lunghe torture, il possente complesso architettonico venne ridotto in macerie.

Se vi chiedete cosa vedere a Fonte e non sapete resistere al fascino antico di possenti roccaforti millenarie che attestano la ricchezza del patrimonio storico del nostro passato, visitare il castello di Monte di San Nicolò potrebbe proprio fare al caso vostro!

Parrocchia di San Pietro Apostolo

La maestosa chiesa parrocchiale domina la cittadina di Fonte alto dalla cima del colle su cui troneggia con aria solenne.

Esito di una ricostruzione resasi necessaria dopo che una violenta scossa sismica ne aveva compromesso la struttura in modo irreparabile, la chiesa che è possibile ammirare oggi risale a più di trecento anni fa. Accessibili tramite una candida scalinata adagiata sul profilo del colle, gli ambienti interni del luogo di culto sono ornati con eleganza, come dimostrato dall’inestimabile dipinto del Canaletto che si estende sul soffitto della navata centrale.

Ti interessa questo articolo? Qui troverai tutti i comuni delle Provincia di Treviso con le Info più interessanti!

Chiesa della Beata Vergine del Monte Carmelo

Situata in Via Roma, 56, 31010 Oné (TV) e raggiungibile attraverso una doppia scalinata, la maestosa mole del luogo di culto è riconoscibile per l’elegante facciata a salienti di tonalità rosa scandita da candide paraste culminanti con guglie a base ottagonale e raccordate da archetti pensili che assecondano il profilo del cornicione.

Accessibile tramite un massiccio portone ligneo sopra il quale si staglia una lunetta decorata con l’immagine della Vergine, l’interno della chiesa è illuminato dalle alte e slanciate finestre laterali e dal grande rosone che campeggia al centro della facciata.

Anticipata dalla svettante mole del campanile concluso dalla brillante cuspide argentata, la chiesa sorge in prossimità di un giardino ben curato ornato da siepi ben curate, palme, olivi pallidi e nodosi dalle folte chiome e maestosi cedri. 

Se vi chiedete cosa fare a Fonte e volete scoprire una località incastonata nell’incantevole frazione di Onè, visitare la chiesa della Beata Vergine del Monte Carmelo e l’ambiente urbano e naturale in cui il luogo di culto si inserisce farà sicuramente al caso vostro!

Per maggiori info visitate il sito del Comune di Fonte

Farmacie del Comune di Fonte

Farmacia Agostini, Via Asolana, 16, 31010 Fonte (TV) 0423 949057

Popolazione del Comune di Fonte

5.882 abitanti (2.951 maschi. 2.931 femmine)

Frazioni del Comune di Fonte

 Fonte Alto, Onè di Fonte

Cosa Vedere a Fontanelle in Provincia di Treviso: 3 idee

(Articolo aggiornato 2022) Cosa vedere a Fontanelle: Scopri tre mete di incredibile valore paesaggistico, architettonico ed eno-gastronomico nel comune di Fontanelle in provincia di Treviso:

  • Villa Galvagna Giol, maestosa residenza signorile avvolta dall’incantevole atmosfera senza tempo di un rigoglioso parco costellato di alberi secolari, riconoscibile per la splendida facciata neo-gotica romantica
  • L’antichissima Chiesa di San Lutrano, la cui sobria e candida facciata anticipa l’inestimabile apparato pittorico e scultoreo che arricchisce gli interni
  • La Mostra del Vino a Fontanelle, iniziativa volta a promuovere le eccellenze vinicole del nostro territorio che coinvolge e attrae persone da ogni parte della regione

Cosa vedere a Fontanelle: Villa Galvagna Giol

Sita in Via Calstorta, 137, 31043 Fontanelle (TV), la maestosa residenza signorile è avvolta dall’incantevole atmosfera senza tempo di un rigoglioso parco costellato di alberi secolari. La facciata neo-gotica romantica della sontuosa dimora si volge verso un laghetto limpido, dalle cui fresche acque emerge un grazioso isolotto sovente visitato da eleganti cigni.

L’affascinante gioiello di architettura sorge a breve distanza dal centro storico di Oderzo, antica urbe sorta sulle vestigia di popoli venetici che migliaia di anni or sono abitarono le fertili terre percorse dai fiumi Lia e Monticano.

Il sontuoso palazzo centenario che abbiamo la fortuna di ammirare oggi è frutto del desiderio del Barone Emilio Galvagna di sfruttare il potenziale di un fazzoletto di terra rurale, marginale e poco conosciuto, e trasformarlo in una delle più maestose dimore gentilizie della Regione, nonché luogo adatto ad accogliere ed intrattenere ospiti di elevato lignaggio provenienti da ogni parte d’Europa.

Il vasto e florido parco e gli ampi e luminosi ambienti del palazzo hanno infatti accolto eminenti personalità del calibro di Natalija Obrenović, regina di Serbia, e della futura nuora Draga Mašin, nonché emeriti studiosi come Theodor Mommsen, celebre storico, filologo ed archeologo tedesco e Richard Lionel Guidoboni Visconti, presunto figlio di Honoré de Balzac.

Lo spazio vasto, radioso e ben ventilato del salone al piano terra può ospitare fino a centoventi invitati e può essere allestito per celebrare matrimoni con rito civile ed organizzare riunioni e ricevimenti di gala in un ambiente magico ed esclusivo.

Qualora voleste pianificare eventi personalizzati, il personale altamente qualificato verrà incontro alle vostre esigenze con la massima professionalità, al fine di garantire che la vostra esperienza si riveli non solo piacevole, ma indimenticabile.

Per qualsiasi informazione in merito ai servizi disponibili a Villa Galvagna Giol, punto di riferimento nel patrimonio culturale della Regione Veneto, si consiglia di visitare la sezione contatti del sito ufficiale.

Se cercate un luogo incantato in cui la realtà si sposa con il sogno, Villa Galvagna Giol farà sicuramente al caso vostro.

Chiesa di Lutrano

Il valore storico della chiesa di Lutrano è attestato dalle sue remote origini, ritenute antiche già a partire dal XVI secolo.

Alcuni documenti dei secoli XIII e XIV tramandano aspetti di vita pastorale della comunità di Lutrano, come una visita da parte del Vescovo di Ceneda Pietro Calza e una serie di dichiarazioni del Vescovo Francesco Arpone, che nel 1307 parla della “plebs di Lutrano”.

Il tempio più antico di cui conserviamo testimonianze, è quello visitato dal Vescovo Nicolò Trevisan il 12 novembre 1474 e consacrato nel 1513.

La chiesa arcipretale che è possibile ammirare oggi, situata in via Bosco 2, si erge candida e maestosa grazie a importanti opere di ristrutturazione e restauro eseguite dal 1832 al 1913, durante le quali due navate laterali furono affiancate al corpo centrale dell’edificio.

Le devastazioni della Grande Guerra non impedirono di ricostruire in stile romanico il gigantesco campanile andato distrutto nel 1918. 

La versione attuale, realizzata in stile romanico, si eleva 55 metri, altezza superiore a quella della struttura originale.

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Mostra del Vino Fontanelle

Una delle celebrazioni tradizionali di maggior pregio a livello Regionale si tiene proprio a Vallonto, piccola frazione del comune di Fontanelle, organizzata ogni anno con la finalità di valorizzare le specialità eno-gastronomiche tipiche del Veneto.

Protagoniste della mostra dei vini dei territori del Piave e Livenza, decine di aziende valorizzano le eccellenze enologiche della regione Veneto attraverso esposizioni e degustazioni di prima qualità che attraggono visitatori da ogni parte della penisola.

Organizzata dalla pro loco di Vallonto, in Via Luciani Albino, 7, la manifestazione estiva promuove specialità gastronomiche locali tra cui l’asparago e il radicchio, oltre ad organizzare eventi folcloristici, sportivi, spettacoli musicali e canori che coinvolgono partecipanti di ogni età da tutta la Regione.

Cosa Vedere a Farra di Soligo: 3 cose da vedere

Scopri cosa vedere a Farra di Soligo: Tre località di inestimabile valore storico, artistico e paesaggistico.

Dove si trova Farra di Soligo?

Farra di Soligo confina a nord con Valdobbiadene, Miane, Follina e Pieve di Soligo, a sud con Vidor, Moriago della Battaglia e Sernaglia della Battaglia, a ovest con Pieve di Soligo, a est con Valdobbiadene e Vidor.

Santuario di Collagù nel comune di Farra di Soligo

Una delle località di maggior interesse storico-naturalistico della provincia di Treviso è il suggestivo santuario di Collagù, antico luogo di culto piacevolmente immerso nello splendore verdeggiante della campagna collinare che contraddistingue la frazione di Soligo. Il nome del borgo deriva con ogni probabilità dalla conformazione della sommità del colle in prossimità della quale sorge il santuario.

Risalente con ogni probabilità ai luoghi di culto di epoca romana, il tempio millenario dedicato alla Madonna Addolorata costituiva una meta spirituale in corrispondenza della quale pellegrini e devoti svolgevano processioni e celebrazioni per favorire la crescita del raccolto e la vendemmia. 

Al decadimento della chiesa medievale seguì nella prima metà del Novecento la costruzione della splendida chiesetta in stile neo-romanico della quale spicca il meraviglioso affresco che adorna il suo candido portico.

Partendo da Soligo si giunge a piedi all’eremo di San Gallo e continuando verso destra a nord di Col del Fer si seguono le indicazioni che conducono a Collagù.

Chiesetta di San Vigilio

Situata in via S. Vigilio, 31010 Farra di Soligo (TV), lo splendido luogo di culto rappresenta uno degli esempi di architettura sacra più suggestivi della Marca Trevigiana grazie al prezioso e antico ciclo di affreschi che ne decora gli interni. Sorto sulla sommità di Col S. Martino, il santuario si eleva in una posizione vantaggiosa da cui è possibile ammirare spettacolari scenari panoramici della vallata sottostante.   

Armoniosamente inserito nel radioso contesto della campagna collinare trevigiana, il tempio millenario reca sopra l’altare uno splendido altorilievo ligneo mentre sul lato sinistro un’opera pittorica raffigurante mostra S. Giuseppe nell’atto di lavorare in presenza di Maria e Gesù.

Degno di nota è anche il pregiato pavimento in cotto rivestito di piastrelle in laterizio ingegnosamente disposte a formare suggestivi disegni geometrici.

Torri di Credazzo

L’imponente complesso fortificato troneggia incontrastato sulla cima di suggestivi rilievi collinari che si estendono tra Farra di Soligo e Col San Martino, cui fa da sfondo lo straordinario scenario dolomitico.

La maestosa struttura, in origine parte del sontuoso Castello di Credazzo, edificato e successivamente ampliato dal X al XIII secolo, offre scorci panoramici mozzafiato della vallata sottostante e del Quartier del Piave.

Gli spettacolari resti di quello che in origine costituiva un più ampio e articolato sistema di roccaforti, cui facevano parte i castelli limitrofi di Soligo e di Col San Martino, includono un mastio a nord, una casa torre e una torre scudata a sperone rivolta a sud, collegate da un’alta cinta muraria attraversata da affascinanti cortili interni.

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Cosa Vedere a Colle Umberto in Provincia di Treviso

(Articolo aggiornato)Cosa vedere a Colle Umberto in provincia di Treviso: Una possente rocca settecentesca, una sontuosa residenza signorile adagiata sui lievi pendii di colline brillanti e un monastero secolare decorato da antichi affreschi e ornato da pregiate sculture marmoree: siete pronti a scoprire le bellezze del comune di Colle Umberto?

Castello Lucheschi nel comune di Colle Umberto

Situato in via Contesse, 1, 31014 Colle Umberto (TV), Villa Castello Lucheschi è uno degli edifici più rappresentativi del comune oltre ad essere un monumento di inestimabile valore storico del patrimonio culturale della Regione.

L’elegante castello settecentesco sorge dove un tempo si ergevano gli edifici rurali di servizio (stalle, granai e magazzini) appartenenti ad un antico monastero dell’ordine dei benedettini, collocato sulla cima di rilievo naturale verdeggiante, a testimonianza del quale è sopravvissuto un maestoso campanile che tra il XIX e il XX secolo fu convertito in torre con funzione difensiva.

La nobile residenza signorile sorprende piacevolmente i visitatori per la maestosità della sua architettura e per la ricercatezza dell’apparato ornamentale che ne decora gli ambienti interni, tra cui spiccano antichi stucchi di pregevole fattura rifiniti da delicate dorature che fanno da contorno ad inestimabili opere pittoriche dell’artista veneziano Giambattista Piazzetta (1683 – 1754).

Chiesa di San Martino nel comune di Colle Umberto

Situata in piazza don C. Vendrame 3, in località San Martino, la splendida parrocchia di Colle Umberto è immediatamente riconoscibile per il sontuoso ingresso porticato con cinque robuste arcate a tutto sesto in cui è possibile ammirare stupendi affreschi di Francesco Pagani, raffiguranti scene della vita di Gesù Cristo. Le antiche rappresentazioni pittoriche coinvolgono lo spettatore a distanza di secoli con la loro intensa drammaticità, come le scene della Flagellazione e di Cristo davanti a Pilato, sulla parete sinistra.

La struttura attuale è il risultato di diverse opere di ricostruzione e ristrutturazione eseguite sulle fondamenta del più antico santuario risalente al XV secolo.

Particolare di notevole interesse storico e artistico è lo stemma dell’illustre famiglia De Gazzuolis impresso sulla vasca litica del battistero, recante l’immagine di una gazza su un ramo che spunta da un monte con tre sommità.

L’altare maggiore della chiesa, attribuito a Battista de Zorzi Veronese, è ornato da uno spettacolare rivestimento in pregiati marmi policromi, mentre i candidi altari laterali furono realizzati in marmo bianco di Carrara e decorati con scene ritraenti la Sacra Famiglia e la decapitazione di San Giovanni Battista.

Cosa vedere a Colle Umberto? Villa Verecondi Scortecci

La maestosa residenza signorile è situata in Via Giovanni XXIII, 6, 31014 Colle Umberto (TV).

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Frazioni del Comune di Colle Umberto

San Martino, Menarè (località)

Cosa vedere a Cison di Valmarino: 3 cose da vedere a Cison di Valmarino

(Articolo aggiornato 2022) Cosa vedere a Cison di Valmarino: 3 località imperdibili tra emozionanti percorsi naturalistici, maestosi castelli da sogno e antichi tesori di arte sacra.

La via dei Mulini

Il suggestivo scenario storico-naturalistico permette di esplorare lo spettacolare patrimonio di biodiversità arborea, floreale e faunistica del comune di Cison di Valmarino, attraverso una serie di sentieri collegati tramite passerelle in legno con funi di protezione che seguono l’andamento del Rujo, vivace corso d’acqua al quale la comunità era strettamente legata per azionare le diverse rode che alimentavano mulini, segherie, magli e folli da panno localizzati soprattutto in località San Silvestro e a Campo Molino, necessarie per svolgere attività artigianali di fabbri, maniscalchi e mugnai.

Partendo a circa centro metri a nord di piazza Roma, il percorso attraversa la valle di San Daniele fino a raggiungere il suggestivo e rigoglioso Bosco delle Penne Mozze, memoriale armoniosamente inserito in una meravigliosa area naturalistica che si estende per circa 16.000 m², ideato per commemorare e onorare i caduti Alpini nati in provincia di Treviso, ai quali sono dedicate oltre 2000 stele.

Se vi chiedete cosa vedere a Cison di Valmarino, questa spettacolare località storica e naturalistica offre scorci panoramici e paesaggistici sulle Prealpi trevigiane di indescrivibile bellezza.

Visita CastelBrando

Situato in via Brandolini Brando, 29, 31030 Cison di Valmarino (TV), l’elegante fortezza millenaria troneggia sui rilievi del monte Castello circondata dalle radiose colline attraversate dai filari di vigneti di eccezionale qualità, imponendosi con la sua maestosa mole sulla vallata sottostante e sugli antichi abitati di Valmareno e Cison.

Edificata sulle fondamenta di un castrum romano, la nobile rocca che possiamo ammirare oggi sorge sulle stesse alture abitate fin dal II millennio a.C. da popolazioni paleovenete.

Armoniosamente inserito in un rigoglioso parco alberato di cinquanta ettari, il grandioso palazzo è oggi sede di uno dei più rinomati Hotel storici della Penisola ed offre ai propri ospiti un’esperienza indimenticabile grazie all’impeccabile professionalità del personale, alla comodità degli alloggi e alla vasta gamma di servizi ideati per trascorrere un soggiorno indimenticabile all’insegna di benessere.

Per chi fosse pronto a vivere una esperienza indimenticabile che concilia comfort, scenari panoramici paradisiaci in una residenza dall’inestimabile valore artistico e storico, si consiglia di visitare il sito ufficiale del castello.

Se vi chiedete cosa vedere a Cison di Valmarino e volete immergervi nell’ambiente regale di un formidabile maniero circondato dal verde, CastelBrando è una meta certamente consigliata!

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La chiesa Arcipretale

Situata in Piazza della Chiesa, 5, 31030 Cison di Valmarino in provincia di Treviso (TV), lo splendido santuario è uno dei monumenti sacri, artistici e architettonici di maggior valore nel comune di Cison di Valmarino.

La costruzione della chiesa che possiamo ammirare oggi fu realizzata tra i secoli XVII e il XVIII, spettacolare esempio di architettura sacra in stile neoclassico riconoscibile per la maestosa facciata ornata a ovest dalle raffigurazioni scultoree di Fede, Speranza e Carità, mentre la facciata orientale reca la statua di San Giovanni circondata dalle virtù cardinali, ovvero Prudenza, Temperanza, Fortezza e Giustizia.

L’unica navata della parrocchia realizzata in stile barocco, ampia e luminosa, custodisce al suo interno un tesoro di incredibile pregio pittorico e scultoreo, come gli inestimabili affreschi e dipinti del maestro cisonese Egidio Dall’Oglio, tra cui spicca la grandiosa Assunzione della Vergine settecentesca sulla parete dietro il maestoso altare.

Il grande artista decorò anche il soffitto della navata, le pareti laterali e la cupola del coro con rappresentazioni sacre di impressionante bellezza.

L’organo della chiesa, recentemente restaurato, è opera di Gaetano Callido (1727 -1813), uno dei migliori organari mai esistiti.

Frazioni del Comune di Cison di Valmarino

Gai, Mura, Rolle, Tovena

Cosa vedere a Chiarano in Provincia di Treviso: 4 idee

Il territorio del Comune di Chiarano si caratterizza per un inestimabile patrimonio storico, naturalistico e gastronomico che aspetta solo di essere scoperto.
Scopri cosa vedere a Chiarano: tre affascinanti località tra storia e natura del piccolo quanto splendido comune del Trevigiano (scopri lo straordinario centro storico di Treviso in un viaggio tra passato e presente). Ma prima…

Dove si trova Chiarano?

Il comune di Chiarano si trova nella Provincia di Treviso con un territorio che si estende su una superficie di 20,44 chilometri quadrati.
Confina a nord con Gorgo al Monticano, a nord est con Motta di Livenza, a nord ovest con Oderzo, a sud est con Cessalto, a sud ovest con Salgareda, a est con Motta di Livenza e Cessalto, a ovest con Ponte di Piave.

4 cose da fare a Chiarano: La lista

1.Villa Zeno

Villa Zeno è un vero gioiello di architettura di gusto neoclassico armoniosamente inserito nel radioso contesto naturale di un vasto giardino verdeggiante costellato di sculture settecentesche e sontuose fontane che creano un panorama spettacolare ammirabile dal nobile belvedere.

L’elegante struttura si articola su due piani e il corpo signorile, dimora dell’illustre famiglia veneziana, si eleva su un piano rialzato rispetto alle barchesse laterali.

Al secondo piano spicca una finestra ad arco con una pregiata balaustra in ferro, sopra la quale spicca il richiamo classico del timpano triangolare, recante al centro una statua affiancata da due pigne.

Per accedere al parco si attraversa un maestoso arco dotato di semicolonne che reggono il frontone, decorato con triglifi e metope e recante sul timpano il blasone familiare.

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2.Chiesa di San Bartolomeo

Situata in Via Baldizza, 1, 31040 Chiarano (TV) la chiesa arcipretale di San Bartolomeo è uno splendido luogo di culto cristiano medievale.

La facciata monumentale è riconoscibile per lo stemma in pietra dell’Ordine dei Canonici Regolari, raffigurante una persona coronata dall’aureola e reggente un bastone con campanello.

Oltre alle spettacolari opere pittoriche ammirabili all’interno della chiesa, il luogo di culto custodisce un prezioso altare marmoreo dotato di tabernacolo (anch’esso in marmo), nonché un crocifisso in avorio ornato ai lati dalle statue raffiguranti San Vincenzo Ferreri e San Sebastiano. 

Degno di nota il suggestivo il contrasto cromatico tra il candore del marmo delle sculture dei santi e dei martiri e il marmo rosso del battistero. 

Altro elemento di inestimabile valore è l’organo autentico e in buone condizioni di conservazione realizzato da Gaetano Callido (1727-1813) uno dei più grandi organari italiani mai esistiti. 

3.Canale Piavon nel comune di Chiarano

Oltre al suo inestimabile patrimonio architettonico e artistico, il territorio di Chiarano si caratterizza per la bellezza dei suoi paesaggi naturali e dalla notevole biodiversità arborea e faunistica che li contraddistingue.

Il Piavon è un ramo sud orientale del fiume Piave, originario del Piavesella, poi il fiume Lia, in seguito il Navisego, canale tra le frazioni di Colfrancui e Oderzo, il cui corso attraversa la cittadina e, uscendo da Opitergium, dà origine al Piavon.

L’antica esondazione dell’Adige avvenuta più di 1.500 anni fa determinò la deviazione del corso del Piavon riducendolo a piccolo affluente del Piave. 

4.Percorso “Fiumi e Vini”

Il corso sinuoso del Piavon, parte dell’asse fluviale che collega Oderzo all’Adriatico, fa inoltre parte dell’itinerario enogastronomico detto Percorso “Fiumi e Vini” caratterizzato da una rete di sentieri immersi nella rigogliosa natura fluviale da percorrere sia a piedi che in bici, permettendo ai visitatori di scoprire il valore del patrimonio artistico, culturale, culinario e vinicolo del territorio di Chiarano.

Per maggiori informazioni si consiglia di visitare la sezione apposita del sito del comune.

Per chi è alla ricerca di una località serena fatta di itinerari in cui i vasti e suggestivi panorami rurali si alternano a lunghe vie alberate che affiancano misteriose e affascinanti ville secolari nonché spettacolari luoghi di culto che attestano l’inestimabile genio architettonico, scultoreo, pittorico e musicale che rende il Veneto una regione unica e amata in tutto il mondo, una visita al piccolo ma significativo comune di Cessalto sarà un’esperienza memorabile!

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Popolazione, Frazioni, CAP e altri dati di Chiarano

Popolazione

La popolazione conta 3629 abitanti per una densità di 177,57 abitanti per km quadrato

Frazioni del Comune

Fossalta Maggiore

Qual è il Codice di Avviamento Postale (CAP)?

Il CAP di è 31040.

Qual è il Prefisso Telefonico di Chiarano?

Il prefisso telefonico per chiamare in questo comune è 0422.

Informazioni Amministrative

  • Codice ISTAT: 26016
  • Codice Catastale: C614

Se stai pianificando una gita a Chiarano ti consiglio di esplorare anche le attrazioni della provincia di Treviso o scoprire gli altri comuni di questa affascinante zona.

Cosa fare a Cessalto: 3 cose da vedere a Cessalto

Scopri cosa fare a Cessalto in provincia di Treviso. Il territorio del comune è costellato di inestimabili tesori di arte e architettura, da maestosi luoghi di culto e incantevoli dimore signorili e floride estensioni boschive incontaminate. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Cessalto?

Il comune di Cessalto confina a nord con Motta di Livenza, a nord est con Santo Stino di Livenza, a sud est con Ceggia, a sud ovest con San Donà di Piave, a est con Santo Stino di Livenza e Torre di Mosto, a ovest con Chiarano, Salgareda e San Donà di Piave.

Visita il bosco di Olmè

Con un’estensione di ben ventiquattro ettari, il maestoso sito boschivo di Olmè è un vasto polmone verde di cui il comune di Cessalto valorizza e protegge la preziosa biodiversità arborea, floreale e avi faunistica che lo caratterizza.

Il suolo fertile e umido dell’oasi naturalistica favorisce il proliferare di numerose piante arbustive come il luppolo, la lonicera, il sambuco, il nocciolo e di molte altre specie vegetative che crescono rigogliose nell’ombroso sottobosco, dal denso manto di muschi e licheni alla pervinca, il lamio maculato, la polmonaria, nonché piante infestanti come l’edera e il pungitopo.

Il mosaico di biodiversità che compone il bosco di Olmè costituisce una meta imperdibile per chiunque voglia passeggiare in assoluta tranquillità in uno scenario naturale fiabesco.

Bosco di Olme provincia di Treviso TV scaled
 

Per chi si chiede cosa fare a Cessalto, addentrarsi nella pacifica oasi naturalistica del bosco di Cessalto sarà un’esperienza memorabile!

Chiesa Arcipretale di Cessalto, in provincia di Treviso

Situato in via Donegal 6, 31040 Cessalto (TV), il luogo di culto è un punto di riferimento culturale e spirituale per chi si chiede cosa fare a Cessalto. Incorniciata dai corsi d’acqua del Brian e del Piavon, la chiesa si distingue per una candida facciata a doppio spiovente al centro della quale si erge lo svettante campanile a base quadrata.

La luminosa navata del luogo di culto è adornata da sette altari in marmi policromi, a loro volta ingentiliti da pregiate sculture, bassorilievi e opere pittoriche di grande pregio. Nel punto in cui il transetto interseca la navata si staglia un’elegante volta a crociera.

Degno di nota è anche il prezioso tabernacolo settecentesco (nicchia in cui è custodita l’Eucarestia) decorato ai lati da due angeli in adorazione.

Villa Zeno nel comune di Cessalto

Situata in via Donegal, 85, 31040 Cessalto (TV), Villa Zeno è una delle tre ville palladiane in provincia di Treviso, insieme a Villa Emo e Villa di Maser. Il complesso architettonico risale al XVI secolo, nel periodo in cui il nobile Marco Zeno ottenne la proprietà della tenuta di Cessalto.

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Frazioni del Comune di Cessalto

Santa Maria di Campagna, Sant’Anastasio

Cosa vedere a Cavaso del Tomba: 4 idee

Per chi si chiede cosa vedere a Cavaso del Tomba, l’articolo suggerisce quattro incantevoli località che caratterizzano il patrimonio naturalistico e artistico di questo piccolo comune in provincia di Treviso (di cui si invita a visitare lo splendido centro storico!): la chiesa di San Giorgio, il mulino della Serra, la chiesa di San Martino, il castello Maltraversi. Volete saperne di più?

Dove si trova Cavaso del Tomba?

Il comune di Cavaso del Tomba in provincia di Treviso confina a nord con Alano di Piave (frazione di Setteville), a sud con Castelcucco e Monfumo, a est con Pederobba, a ovest con Possagno.

L’oratorio di San Giorgio

Collocato sul colle dei Paveion, l’antico oratorio dedicato a San Giorgio di Lidda (santo guerriero nato nella regione anatolica della Cappadocia nella seconda metà del III secolo e martirizzato in Nicomedia a causa della sua fede cristiana) è un piccolo eremo a pianta rettangolare situato a breve distanza dai ruderi del Castello Bastia San Giorgio.

La sacrestia, ovvero l’ambiente adibito alla custodia degli arredi e dei parametri sacri, è situata sul lato nord. Sul lato ovest sorge un edificio che in origine dava accoglienza a eremiti.

Inglobato nella struttura, il campanile collocato tra l’oratorio e l’edificio a ovest è coronato da una statua di Sant’Antonio Abate, raffigurato con la tunica, un lungo mantello, la barba bianca e il simbolo del fuoco.

Punto di riferimento artistico e spirituale per chi si chiede cosa vedere a Cavaso del Tomba, l’eremo di pietra sorge su un verde declivio punteggiato di pallidi olivi tortuosi, abeti, cedri e molte altre piante d’alto fusto dalla posizione si domina con lo sguardo il paese a valle.

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Il Mulino della Serra

Il comune di Cavaso del Tomba è meta di escursionisti provenienti da tutta la regione, attratti dalle bellezze naturali del territorio e dalla vasta biodiversità arborea, floreale e faunistica che lo contraddistingue.

Tra gli itinerari naturalistici più suggestivi, perfetti per trascorrere un pomeriggio o un fine settimana passeggiando in tranquillità tra ombrose aree boschive e radiosi prati verdeggianti, merita di essere citato il percorso “da Castelcies verso Costalunga“.

L’itinerario che si articola in prossimità della zona del mulino della Serra, non più in funzione ma di cui è possibile ammirare le antiche ruote, una delle quali impiegata per il maglio, macchinario utilizzato per lavori di forgiatura.

Per chi si chiede cosa vedere a Cavaso del Tomba e non sa resistere al fascino antico di splendidi esempi di architettura industriale, una visita al Mulino della Serra è certamente consigliata!

La chiesa di campagna di San Martino

Al termine del sinuoso itinerario si giunge al luogo di culto campestre dedicato a San Martino, chiesa romanica situata in via Castelcies, 6, 31034 Castelcies TV, risalente con ogni probabilità al basso medioevo. 

Oltre agli affreschi che ne decorano gli interni, la piccola chiesa custodisce uno dei reperti più antichi presenti nella Regione Veneto, ovvero una stele in pietra squadrata di più di duemila anni fa recante iscrizioni in etrusco e latino arcaico.

Il patrimonio artistico e storico conservato all’interno del minuto edificio cristiano dimostra come l’inestimabile ricchezza culturale sia diffusa capillarmente in ogni angolo del territorio regionale.

Il Castello di Castelcies

Nei pressi della chiesa sopra descritta i visitatori potranno inoltre ammirare le antiche rovine del Castello di Castelcies.

La penuria di testimonianze scritte in merito al castello avvolge nel mistero i ruderi del complesso fortificato, di cui si possono ancora ammirare i resti di una torre e il perimetro murario quadrangolare che cingeva la fortezza.

Da questa posizione dominante è possibile abbracciare con lo sguardo la spettacolare mole del Monte Grappa che si staglia all’orizzonte.

Frazioni del Comune di Cavaso del Tomba

Capovilla, Castelcies, Costalunga, Granigo, Obledo, Pieve, Vettorazzi, Virago

Cosa vedere a Castello di Godego in Provincia di Treviso

Scopri cosa vedere a Castello di Godego: Villa Mocenigo Garzoni Martini, l’itinerario ai Prai: Sui sentieri degli Ezzelini. Per gli amanti di escursionismo alla ricerca di incantevoli località in cui storia e natura si fondono in armonia, una visita a questo incantevole comune del trevigiano è certamente consigliata! Ma prima…

Dove si trova Castello di Godego?

Il Comune di Castello di Godego in provincia di Treviso confina a nord con Loria e Riese Pio X, a sud con San Martino di Lupari e Castelfranco Veneto, a est con Riese Pio X e Castelfranco Veneto, a ovest con Loria e San Martino di Lupari.

Uno degli edifici più rappresentativi del comune è la chiesa parrocchiale della Natività di Maria Santissima, luogo di culto monumentale che troneggia nel cuore del paese, di cui costituisce il principale punto di riferimento culturale e spirituale.

Situata in via Quirini 1, la chiesa è riconoscibile per la facciata in mattoni rossi al centro della quale si apre una grande arcata a tutto sesto che anticipa il portale centrale e gli ingressi laterali.

Villa Mocenigo Garzoni Martini

Situato in via G. Marconi, 83, il complesso di Villa Mocenigo è avvolto da un rigoglioso giardino alberato incorniciato da un muro di ciottoli e mattoni.

La facciata sud della dimora padronale è simmetrica e verticalmente tripartita. Al piano nobile, in posizione centrale, campeggiano tre finestre centinate (quelle laterali di dimensioni minori), rivolte su un poggiolo leggermente affiorante dal filo della muratura. A concludere lo sviluppo verticale del corpo centrale è un frontone ricurvo nel quale si apre un foro ovale.

La facciata meridionale dell’edificio est, collocato tra Via G. Marconi e l’edificio principale, è ritmata da lesene doriche, sormontate da un fregio scandito da triglifi e metope. Quest’ultimo è coronato da un frontone triangolare ne quale si staglia un foro circolare.

Il fronte prospicente la strada presenta caratteri stilistici simili, con lesene binate poggianti su alti piedistalli, frontone con triglifi e metope e timpano triangolare nobilitato ai vertici da vasi acroteriali. Particolare significativo è lo stemma lapideo della famiglia Garzoni, riconoscibile per il simbolo delle tre spighe di frumento.

La proprietà gentilizia include una lunga barchessa con colonnato che precede l’oratorio. Anch’essa rivolta su via G. Marconi, la facciata della cappella è ingentilita da due coppie di lesene che affiancano il portale d’accesso, sormontato da un frontone ricurvo ornato dal simbolo del Sacro Cuore.

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Sacello di San Pietro e itinerario naturalistico ai Prai

Situato in via S. Pietro, 27A, 31030 Castello di Godego (TV), il santuario paleocristiano rappresenta una delle più antiche testimonianze architettoniche del comune.

Il minuto edificio presenta una pianta rettangolare e un’abside semiesagonale, mentre il tetto a due spioventi presenta sulla cima un campanile a vela di ridotte dimensioni. 

Itinerario ai Prai, Castello di Godego in provincia di Treviso

Caratterizzata da un aspetto sobrio e disadorno, la chiesa custodisce al suo interno due croci di pietra millenarie. Il luogo di culto si inserisce nel suggestivo scenario rurale natura Prai, tranquillo sentiero che si sviluppa a breve distanza dai corsi d’acqua del Musone e del Musonello.

Antico canale attualmente in disuso, quest’ultimo veniva impiegato per azionare le ruote di mulini e opifici.

Il percorso attraversa la luminosa area prativa godigese circondata da boschi di farnie, ontani, aceri, platani, noccioli, pioppi, robinie e molte altre rigogliose piante d’alto fusto, le cui chiome sovrastano piante abituate ad ambienti poco esposti alla luce come l’edera e il sambuco, nonché specie arbustive come gelsi, cornioli, biancospini, ligustri e sanguinellie.

Comune di Castello di Godego: Sui Sentieri degli Ezzelini

Il tragitto denominato “Sui sentieri degli Ezzelini” è un’appassionante itinerario naturalistico lungo 60 km, separato in due percorsi ciclopedonali che attraversano i comuni di Castelfranco, Castello di Godego, Loria, Riese Pio X, Asolo, Castelfranco, Resana e Camposampiero fino a raggiungere Padova.

Il suggestivo percorso ciclabile, il cui tragitto segue l’andamento dei corsi d’acqua Astego, Muson dei Sassi e Musonello, permette di esplorare lo straordinario mosaico di biodiversità arborea, floreale e faunistica che caratterizza il territorio godeghese e il suo straordinario patrimonio artistico, culturale e architettonico.

Cosa vedere a Cappella Maggiore in Provincia di Treviso

Scopri cosa vedere a Cappella Maggiore in provincia di Treviso: tra affascinanti rocche medievali immerse nel verde a spettacolari opere pittoriche secolari.

Dove si trova Cappella Maggiore (articolo aggiornato)

Cappella Maggiore confina a nord con Fregona, a sud con Cordignano e Colle Umberto, a est con Sarmede, a ovest con Vittorio Veneto.

Tre località di inestimabile valore paesaggistico, artistico e storico

Il territorio del Comune di Cappella Maggiore in provincia di Treviso, situato in prossimità dei maestosi e incontaminati siti boschivi del Cansiglio e lambito dalle acque terse e fredde del torrente Frida e del fiume Meschio, offre scenari paesaggistici di incredibile valenza naturalistica e panoramica: dai radiosi pendii collinari su cui troneggiano palazzi e fortilizi millenari, alle spettacolari estensioni di vigneti DOP di eccellente qualità, nonché rigogliose oasi naturali popolate da una ricco e vibrante patrimonio arboreo, floreale e faunistico in cui trovano rifugio variopinte specie avicole di rara bellezza come l’allodola, lo zigolo giallo e ortolano.

La ricchezza del panorama archeologico, culturale e ambientale di questo piccolo quanto splendido comune aspetta solo di essere scoperta ed esplorata. Siete pronti ad avventurarvi in alcuni dei più suggestivi tesori di arte e architettura dello splendido comune del trevigiano?

Visita la Chiesa della Santissima Trinità

Situata in Via Mattarella, 31012 Cappella Maggiore in provincia di Treviso (TV), la chiesa della Mattarella è un vero e proprio gioiello del patrimonio artistico e storico del comune grazie allo spettacolare quanto antico apparato pittorico custodito al suo interno.

La struttura del piccolo santuario, realizzato più di mille anni fa, si presenta come un edificio sobrio e spoglio con pareti in mattoni a vista, il cui aspetto austero contrasta con lo splendido ciclo di affreschi che adorna l’unica navata della chiesa, da cui emerge la splendida scena dell’Ultima Cena.

La scena del banchetto ritrae sei apostoli a sinistra di Cristo e cinque alla sua destra, mentre Giuda Iscariota è raffigurato in dimensioni ridotte dall’altro lato della tavola e privo di aureola.

Altra opera di notevole rilevanza artistica e storica è il ciclo di dipinti ad affresco raffiguranti scene bibliche come l’Adorazione dei Magi. La raffigurazione pittorica dell’episodio biblico si staglia sulla lunetta della parete nord e rivela la figura del candido destriero dal nobile portamento ornato da lussuose bardature. Di fronte al cavallo il bambino Gesù è rappresentato nell’atto di ricevere i doni dei magi, mentre nel registro inferiore emergono sette apostoli collocati entro eleganti archi a tutto sesto.

Se vi chiedete cosa vedere a Cappella Maggiore, la chiesa della Santissima Trinità è una meta imperdibile per chi desidera esplorare il formidabile patrimonio storico del territorio.

Castelletto a Cappella Maggiore

L’antico palazzo fortificato, situato in via Castelletto, 30, 31012 Cappella Maggiore (TV) è uno dei monumenti più rappresentativi del comune grazie alla sua maestosa struttura che si staglia nella zona del Cenedese, nel contesto naturalistico della campagna collinare della Marca Trevigiana. 

L’incertezza in merito alle origini del sontuoso fortilizio ne aumenta il fascino e lo avvolge in una suggestiva aura di mistero.

Il massiccio complesso difensivo, rimasto in stato di abbandono fino alla seconda metà del XX secolo, venne in seguito recuperato e restaurato e costituisce oggi una splendida località per organizzare eventi e matrimoni nella spettacolare e serena atmosfera rurale di Cappella Maggiore.

Frazioni del Comune di Cappella Maggiore

Anzano