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Cosa fare a Conegliano in provincia di Treviso: 10 idee

Panoramica del Comune di Conegliano
Cosa fare a Conegliano in provincia di Treviso: 10 idee 11

Scopri cosa fare a Conegliano: Il castello di Conegliano, Piazza Giovanni Battista Cima, il duomo di Conegliano e la sala dei Battuti, Palazzo Sarcinelli, Piazza IV novembre, la fontana di Poseidone, parco Mozart, il parco di Conegliano, il cimitero degli ebrei. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Ringraziamo il Comune di Conegliano per averci autorizzato a pubblicare le fotografie da noi scattate in questa straordinaria città storica.

Dove si trova Conegliano?

Il comune di Conegliano confina a nord con Vittorio Veneto, a sud con Santa Lucia di Piave, a sud est con Mareno di Piave, a sud ovest con Susegana, a est con Colle Umberto, San Fior e San Vendemiano, a ovest con Vittorio Veneto e San Pietro di Feletto.

Il castello di Conegliano

Il Castello di Conegliano
Il Castello di Conegliano

Approfondimento sul Castello di Conegliano

Situato in Via Coderta, 3, il complesso fortificato originario dell’XI secolo è uno dei punti di riferimento storici più significativi del comune di Conegliano, un vero e proprio gioiello artistico e architettonico di cui è possibile leggere un approfondimento grazie alla cortese collaborazione del Comune di Conegliano e dell’Archivio fotografico del comune di Conegliano.

Circondata da alte mura concluse da un’elegante merlatura ghibellina, l’imponente struttura è riconoscibile per la maestosa torre campanaria, i cui rintocchi davano formalmente inizio al Consiglio Cittadino.

Presso il torrione difensivo si erge la torre saracena, un tempo adibita a polveriera, dalla cui posizione dominante è possibile ammirare emozionanti vedute paesaggistiche dei gentili rilievi alberati punteggiati di case rurali, simili da questa distanza a minuscole tessere di un mosaico.

Sede del museo civico

La torre di guardia del XIV secolo è ora sede del museo civico e della pinacoteca. Quest’ultima espone capolavori della bottega di Cima da Conegliano e Giovanni di Francia. Se desiderate conoscere la storia del museo, dei reperti archeologici e delle opere d’arte custodite al suo interno, potrebbe interessarvi leggere l’approfondimento realizzato con la gentile partecipazione del comune di Conegliano.

Come raggiungere il Castello di Conegliano?

Mura Carraresi a Conegliano
Mura Carraresi a Conegliano

Partendo da Piazza Cima, procedete a piedi in direzione nord ovest lungo Via Accademia, dopodiché continuate in salita costeggiando le mura costruite durate il breve periodo di dominazione dei Carraresi nel XIV secolo, ricoperte in alcuni punti da un denso manto di vegetazione rampicante. Il sentiero serpeggia lungo il declivio alberato fino a condurre alla chiesa della Madonna della Neve, per poi portare alla spettacolare fortezza.

In alternativa è possibile lasciare l’auto nel parcheggio comunale, in Via dei Pascoli e intraprendere il cammino della porta del soccorso che si inoltra nella folta vegetazione boschiva (45.891520169266826, 12.293382281475912). Se vi chiedete cosa fare a Conegliano, il cammino della porta del soccorso ed il sentiero delle mura dei Carraresi sono due dei più splendidi itinerari storico naturalistici della provincia di Treviso.

Il Cammino della porta del soccorso a Conegliano
Cosa fare a Conegliano in provincia di Treviso: 10 idee 12
Il Cammino della porta del soccorso a Conegliano
Il Cammino della porta del soccorso a Conegliano

Per arrivare al castello più rapidamente, potete lasciare l’auto nel Piazzale di Castelvecchio e San Leonardo, raggiungibile tramite Via Coderta e Viale Ferruccio Benini. Incorniciata da pini marittimi, la piazza su cui si affaccia la graziosa chiesa di Sant’Orsola regala vedute mozzafiato del panorama collinare, solcato da rigogliosi vigneti, e del profilo dei monti ammantati di boschi che si estendono all’orizzonte.

Incorniciata da alti e scuri cipressi, la sommità del colle è ingentilita da un giardino all’italiana, al centro del quale sorge un pozzo ornato da motivi floreali.

Sul versante meridionale del Colle di Giano si staglia Villa Gera, gioiello di architettura neoclassica progettata da Giuseppe Jappelli (Venezia: 14 maggio – 1783, 8 maggio 1852), internamente decorata da affreschi di Giovanni de Min (Belluno, 24 ottobre 1786 – Tarzo, 23 novembre 1859).

Se vi chiedete cosa fare a Conegliano e non sapete resistere al fascino di antiche roccaforti svettanti su ameni pendii soleggiati, questa località merita senz’altro una visita!

Panoramica dal Castello di Conegliano
Panoramica dal Castello di Conegliano

Piazza Giovanni Battista Cima

Foto della piazza Giovanni Battista a Conegliano
Foto della piazza Giovanni Battista a Conegliano

Fulcro culturale e sociale della città, Piazza Giovanni Battista Cima è delimitata a nord ovest dall’imponente facciata del Teatro Accademia, il cui ingresso è protetto da due solenni sfingi, a sud dai portici di Via XX settembre, a est dal palazzo municipale, a ovest da un schiera di edifici secolari in cui è incastonato lo storico Caffè al Teatro.

Duomo di Conegliano

Situato in Via XX settembre, il duomo di Conegliano è riconoscibile per l’incantevole loggiato con nove arcate a ogiva sopra le quali si aprono eleganti trifore a tutto sesto che illuminano la sala dei battuti.

Scandite da ampie arcate a tutto sesto, le tre navate della chiesa di Santa Maria Annunziata e San Leonardo custodiscono, al di sotto di candide volte a crociera, opere pittoriche di fine quattrocento raffiguranti santo Stefano e san Lorenzo, il battesimo di Cristo nonché pregiati altari marmorei, un raffinato crocifisso ligneo ed un’opera di Giovanni Battista Cima, La Sacra Conversazione, collocata nel presbiterio.

Uno dei più affascinanti affreschi visibili sulla facciata, per la qualità dei dettagli e la suggestiva visione prospettica, raffigura la Beata Vergine nell’atto di soccorrere i confratelli in un vascello in balia del mare in tempesta.

Sala dei Battuti

La scalinata in prossimità dell’ingresso del duomo conduce alla vasta sala dedicata ai Battuti, confraternita dedita alle opere di beneficienza e all’automortificazione. Sovrastate da un elaborato soffitto ligneo, le pareti dell’aula sono ingentilite da rappresentazioni della vita di Cristo eseguite da Giovanni da Milano e Ludovico Pozzoserrato.

Se vi chiedete cosa fare a Conegliano, il Duomo e la Sala dei Battuti meritano certamente una visita!

Palazzo Sarcinelli – Comune di Conegliano

Palazzo Sarcinelli a Conegliano
Palazzo Sarcinelli a Conegliano

Situato in via XX Settembre, 132, il palazzo cinquecentesco è alleggerito al piano terra da un arioso portico ritmato da ampie arcate a tutto sesto. Le cinque arcate sono sorrette da pilastri ornati da motivi vegetali e raffigurazioni di volti umani.

Al piano nobile si staglia una quadrifora balaustrata, scandita da colonne ioniche, al cui fianco si aprono quattro monofore, anch’esse balaustrate. Per maggiori informazioni in merito al palazzo rinascimentale e alle iniziative culturali allestite nei suoi sontuosi ambienti, si invita a consultare la pagina Facebook Palazzo Sarcinelli.

Piazza IV Novembre

Delimitata da Ponte S. Martino e Via XI febbraio, Piazza IV Novembre è adornata da una bianca fontana zampillante circondata da un prato ben curato.

Al centro della piazza sorge un monumento marmoreo che commemora le devastazioni dei due conflitti mondiali. Circondato da pini marittimi, cedri, magnolie, palme e pini mughi, il cippo in cui sono incisi i nomi dei caduti della prima guerra mondiale è concluso da un gruppo scultoreo bronzeo raffigurante la personificazione della patria, una donna alta e di corporatura robusta che indossa una corona di alloro e regge il corpo di un soldato quasi completamente nudo, esanime ma con la spada ancora in pugno.

La fontana di Poseidone

La fontana di Poseidone a Conegliano
La fontana di Poseidone a Conegliano

Collocata tra Via Guglielmo Marconi e Corso Vittori Emanuele II, la fontana di Nettuno è formata da una vasca di pietra circolare dalla quale emerge con fierezza il dio del mare col tridente in pugno.

La divinità siede su una grande conchiglia trainata da due ippocampi, creature mitologiche in parte cavalli e in parte pesci. I due animali galoppanti, dal portamento regale, presentano folte criniere e dai loro corpi ammantati di squame spuntano due pinne laterali. Dalle loro narici sgorgano limpidi rivoli d’acqua.

Se vi chiedete cosa fare a Conegliano, la fontana di Nettuno è un formidabile monumento a pochi passi dal cuore storico della città.

altra vista della fontana di Poseidone
altra vista della fontana di Poseidone

Parchi e giardini pubblici

Parco Mozart

Situato a breve distanza dal centro storico, il parco Mozart è facilmente accessibile da Via Giuseppe Garibaldi e da Via C. Colombo. Il giardino pubblico è ideale per dedicarsi a tranquille passeggiate immersi nel verde o accompagnare i propri figli a giocare e divertirsi in un vivace ambiente dotato di scivoli, altalene e giostre girevoli, fruibili anche da bambini diversamente abili, oppure riposarsi e fare due chiacchere all’ombra di tigli, cedri e ippocastani.

Parco di Conegliano

Situata in via Borlini, il parco di Conegliano è un’oasi di quasi ottomila m² dedicata a Papa Luciani.

Attraversato da graziosi sentieri ciclopedonali che accompagnano agli impianti sportivi, il polmone verde si caratterizza per una lussureggiante vegetazione arborea che sembra invitare alla calma e serena contemplazione della natura.

A rendere il vasto giardino ancor più riposante è la presenza di numerose specie vegetali come la Catambra, capace di tenere alla larga zanzare e altri insetti volanti.

Cimitero ebraico

Situato in Viale Gorizia, l’antico cimitero degli ebrei è un luogo di sepoltura di incredibile valore storico, culturale e spirituale in cui riposano le spoglie degli appartenenti della comunità ebraica di Conegliano, dal 1545 fino alla fine del XIX secolo.

Cosa fare a Torreglia in provincia di Padova: 3 idee

Scopri cosa fare a Torreglia: la festa della pappardella, la parrocchia di Luvigliano, il sentiero n° 28 antichi sentieri sopra Luvigliano. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Torreglia?

Il comune di Torreglia confina a nord e a ovest con Teolo, a sud con Galzignano Terme, a est con Abano Terme e Montegrotto Terme.

Festa della Pappardella

La festa della pappardella si svolge ogni anno nel mese di giungo. L’edizione 2023 ha avuto luogo da venerdì 2 a domenica 4 giugno e da venerdì 9 a domenica 11 giungo nel Piazzale cinema-teatro La Perla in Via Mirabello, 47.

Durante l’evento potrete assaporare numerose combinazioni della squisita pasta fatta in casa di origine toscana: al ragù d’anatra, al pomodoro, alla boscaiola e ai piselli… e non finisce qui!

Oltre ai tradizionali bigoli, specialità veneta simile a lunghi spaghettoni dalla consistenza leggermente porosa, ideale per assorbire il sugo, il ricco menù prevede prelibate pietanze di mare e di terra, da succulente costine, salsicce e braciole sfrigolanti alla griglia a fritture di pesce e baccalà mantecato da abbinare a qualità vinicole di prima scelta e dissetanti boccali di birra, niente di meglio per mitigare la calura estiva.

Se vi chiedete cosa fare a Torreglia e siete alla ricerca di iniziative per trascorrere la bella stagione nella serena cornice di un paesino rurale incastonato nei colli Euganei all’insegna di specialità eno-gastronomiche la festa della pappardella potrebbe essere l’evento adatto a voi!

Per maggiori informazioni in merito alla vivace ricorrenza popolare è possibile consultare il sito comune.torreglia.pd.it.

La parrocchia di Luvigliano

Situato in Via dei Vescovi, 15, il luogo di culto si distingue per un’elegante facciata a doppio spiovente verticalmente tripartita da quattro lesene. Ampia e luminosa, la navata unica della chiesa di San Martino è ingentilita da pregiati altari in marmi policromi e da spettacolari opere pittoriche raffiguranti i santi Pietro e Paolo, san Giovanni Battista, san Giovanni evangelista e san Martino, colto nell’atto di porgere un lembo della propria clamide ad un povero in preda ai morsi del gelo.

Svettante al fianco del luogo di culto, la torre campanaria in mattoni a vista contrasta in modo suggestivo con il candore della chiesa di origini millenarie.

Il sentiero n° 28: antichi sentieri sopra Luvigliano

Il punto di partenza dell’itinerario è la chiesa di San Martino. Dal luogo di culto neoclassico procedete a sud lungo Via Fornetto fiancheggiando la barchessa di Villa Pollini. Tenete la destra lungo la serpeggiante stradina che si inerpica sul fianco del colle costellato di olivi e solcato da rigogliosi filari di vigneti.

La via panoramica regala amene vedute del paesaggio torregliano delineato dal sinuoso profilo dei colli Euganei, i cui pendii soleggiati si integrano in modo armonioso con lo splendido complesso architettonico di Villa dei Vescovi, imponente dimora signorile pre palladiana riccamente affrescata e scandita da ariosi portici ritmati da ampie arcate a tutto sesto.

Dopo poco più di un chilometro, raggiunta la curva a gomito tenete la destra per arrivare al capitello della Madonna di Monte Pirio, edicola votiva coronata da un grazioso campanile a vela. Procedete lungo Via Pirio e, tenendo la destra, seguite il sentiero ombreggiato da cedri, pallidi olivi, cipressi e pini marittimi che si snoda tra floridi vigneti nell’incantevole scenario agreste di Terre Bianche.

Arrivati all’azienda agricola biologica Plùmula Officinali, svoltate a destra nell’itinerario che si addentra nella densa vegetazione arborea e arbustiva delle fertili alture vulcaniche. Raggiunta Via Fornetto continuate in discesa fino a ricongiungervi con Via dei Vescovi.

Se vi chiedete cosa fare a Torreglia, il sentiero n° 28 è un percorso piacevole e poco faticoso che valorizza il patrimonio storico, architettonico e naturalistico del comune.

Cosa fare a Teolo in provincia di Padova: 3 idee

Scopri cosa fare a Teolo: la sagra del gnocco, la cascata Schivanoia, il sentiero 2 dei Colli Euganei Centrali. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Teolo?

Il comune di Teolo confina a nord est con Saccolongo e Selvazzano Dentro, a nord ovest con Cervarese Santa Croce e Rovolon, a sud con Torreglia, a sud est con Abano Terme, a sud ovest con Galzignano Terme e Vo’, a est con Selvazzano Dentro e Abano Terme, a ovest con Rovolon e Vo’.

La sagra del gnocco

La sagra dello gnocco si svolge ogni anno nel mese di aprile in corrispondenza di Piazza Perlasca. L’edizione 2023 si è svolta domenica 16, domenica 23 e martedì 25 aprile.

Oltre agli squisiti gnocchi al ragù e al burro e salvia, il ricco menù della festa prevede succulente portate di pollo e salsicce sfrigolanti alla griglia da gustare con fette di polenta alla piastra, qualità vinicole del territorio e dissetanti boccali di birra

Se vi chiedete cosa fare a Teolo e siete alla ricerca di interessanti iniziative per trascorrere la stagione primaverile all’insegna di prelibate tipicità gastronomiche della regione Veneto nella serena cornice di un paesino rurale incastonato nel cuore dei colli Euganei, la sagra dello gnocco potrebbe essere l’evento adatto a voi!

Per maggiori informazioni in merito alla ricorrenza popolare è possibile consultare il sito prolocoteolo.it.

La cascata Schivanoia

Una delle località più fotogeniche del comune di Teolo, il cascata di Schivanoia è raggiungibile tramite un sentiero alberato che inizia dal tornante n°3 in Via Guglielmo Marconi (45.33714157690402, 11.679057331100987).

Un altro ingresso si trova presso l’Agriturismo Colle del Barbarossa.

Ombreggiato da castagni, frassini e faggi, il cammino attraversa una soleggiata distesa erbosa e costeggia un limpido ruscello per poi condurre alla splendida cascata, meta consigliata a chiunque sia alla ricerca di un luogo isolato e tranquillo in cui farsi cullare dal suono scrosciante di un cristallino salto d’acqua immerso nel verde.

Il sentiero 2 dei Colli Euganei Centrali

Con un dislivello di 1100 metri, l’itinerario si articola per poco più 15 chilometri tra i pendii boscosi dei colli Euganei Centrali. Il punto di partenza del percorso si trova in località Case Zuccato a Villa di Teolo, in prossimità dell’Associazione l’Albero, Via Calti Pendice, 7.

Lasciate il cancello d’ingresso dell’Associazione l’Albero alla vostra destra e procedete lungo Via Calti Pendice fino ad arrivare ad un ponticello, attraversato il quale troverete la segnaletica del sentiero 2.

Procedete in direzione sud lungo il percorso sterrato che costeggia il torrente, poi tenete la sinistra nella via asfaltata in salita che si addentra nella florida vegetazione boschiva. Dopo circa 270 metri continuate lungo la scoscesa stradina pietrosa fino a raggiungere una serie di fabbricati rurali.

A questo punto tenete la destra in direzione della spettacolare mole di Rocca Pendice. Dopo circa 350 metri imboccate il tracciato alla vostra sinistra che si inerpica sull’altura alberata. Presto ci si trova circondati dall’ambiente primordiale e incontaminato di un ripido colle di origine vulcanica ammantato di felci, costellato di massi velati di muschio sovrastati dalle fronde di alti frassini, acacie, cerri, carpini, roveri e lecci.

Tenete la sinistra e superate la scalinata in legno e terra battuta che si snoda lungo i margini della parete del monte, dopodiché dovrete affrontare uno dei tratti più impegnativi del percorso.

Il sentiero prevede di scalare per circa 15 metri un segmento impervio di nuda roccia con l’ausilio di una catena. La fatica dell’arrampicata è ripagata dalla veduta mozzafiato delle vestigia millenarie del castello di Speronella, dalla cui posizione dominante si abbraccia con lo sguardo lo sconfinato scenario naturalistico delineato dal sinuoso profilo dei colli Euganei.

Dal maestoso baluardo, discendete il versante del colle in direzione della parrocchia di San Biagio seguendo la segnaletica del sentiero 2, facendo attenzione alle radici affioranti dalla superficie del sentiero. Il sentiero sbuca in Via Castelnuovo (45.33125229478567, 11.686227229771498). Svoltate a destra e procedete per circa 140 metri, poi svoltate a sinistra in Via Ronco. Dopo circa 250 metri troverete alla vostra sinistra l’imbocco in terra battuta che porta al corno del Venda.

Attraversato un rigoglioso vigneto, tenete la sinistra e seguite l’apposita segnaletica del sentiero 2. Ramificazione occidentale del rilievo, il corno del Venda è una delle vette più alte del percorso, con un’altitudine di 510 metri sul livello del mare.

Dal Corno del Venda girate a sinistra e superati due tornanti svoltate a sinistra come indicato dall’indicazione 2 dipinta su un albero.

Dopo aver visitato il solenne medievale degli olivetani, uno dei più significativi e affascinanti punti di riferimento storici del comune, procedete lungo il sentiero 2 in direzione Pirio-Villa.

Raggiunta la strada asfaltata girate a destra e poco dopo tenete nuovamente la destra nel sentiero 2. Raggiunta Via Siesa svoltate a destra per circa 200 metri, poi svoltate a sinistra in Via Cicogna Pirio, poi tenete ancora la sinistra in Via Cicogna Pirio. Giunti ad un bivio (45.33294390357784, 11.694908967051843) tenete la destra in salita.

Il sentiero sbuca presso l’Agriturismo Ca’ Noale Restaurant in Via Cicogna Pirio, 21. Tenete la sinistra su Via Pirio fino ad arrivare alla cima dell’omonimo monte. Conclusa la discesa (45.3399171960825, 11.70100742127155) svoltate a destra, dopodiché, in corrispondenza di un grazioso caseggiato di pietra (45.33962856247672, 11.70323229299278), svoltate a sinistra. Superato il rustico secolare, imboccate la prima stradina di ghiaia sulla sinistra che porta alla candida chiesetta degli alpini circondata da lievi pendii solcati da vigneti.

Al bivio tenete la sinistra nel sentiero in lieve discesa fiancheggiato da olivi argentati. Superato un vivace torrente e attraversato il bosco, arriverete ad una stradina bianca che riporta al punto di partenza.

Se vi chiedete cosa fare a Teolo e desiderate immergervi in una dimensione fiabesca e sospesa nel tempo tra antichi santuari e rocche incantate, intraprendere il sentiero 2 dei Colli Euganei Centrali sarà un’esperienza indimenticabile!

Cosa fare a Rovolon in provincia di Padova: 3 idee

Scopri cosa fare a Rovolon: la festa dei Bigoli, la parrocchia di San Giovanni Battista, il sentiero degli Alpini. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Rovolon?

Il comune di Rovolon confina a nord con Montegaldella, a nord est con Cervarese Santa Croce, a nord ovest con Nanto, a sud con Vo’, a est con Cervarese Santa Croce e Teolo, a ovest con Barbarano Mossano e Albettone.

La festa dei Bigoli

La festa dei Bigoli si svolge ogni anno nel mese di maggio. L’edizione 2023 ha avuto luogo da sabato 6 a domenica 28 maggio in corrispondenza della chiesa di San Giovanni Battista nella frazione di Carbonara Via Conca Verde, 42.

Protagonisti indiscussi dell’evento, i bigoli sono una qualità di pasta fatta in casa con farina di grano tenero, sale e acqua. Uno dei piatti più caratteristici della cucina veneta, i lunghi spaghettoni si distinguono per una consistenza leggermente ruvida, ideale per assorbire il sugo.

Al ragù d’anatra, in salsa d’acciughe, al pomodoro e al sugo di verdure: queste sono solo alcune delle appetitose combinazioni di ingredienti con cui vengono conditi gli squisiti bigoli… e non finisce qui!

Gli amanti della carne potranno godersi succulente braciole, costine e salsicce sfrigolanti alla griglia servite con croccanti patate fritte e fette di polenta fumanti alla piastra da abbinare ad eccellenze vinicole del territorio e dissetanti boccali di birra.

Ad animare le serate di festa vi saranno elettrizzanti concerti per rivivere intramontabili successi musicali italiani e internazionali.

Per maggiori informazioni in merito alla tradizionale ricorrenza è possibile consultare le pagine Facebook Le Fontane Carbonara e Gruppo le Fontane Carbonara.

Se vi chiedete cosa fare a Rovolon, la festa dei bigoli è una piacevole iniziativa enogastronomica indicate per chi desideri assaporare prelibate pietanze goderecce nella fiabesca cornice naturalistica di un antico paesino esteso ai piedi dei colli euganei.

La parrocchia di San Giovanni Battista

Armoniosamente inserito tra il cuore urbano del borgo millenario e i soleggiati pendii vulcanici scanditi da rigogliosi vigneti, la chiesa di San Giovanni Battista è uno dei più significativi punti di riferimento culturali e spirituali del comune.

La candida mole del luogo di culto neoclassico si distingue per un fronte ritmato da due coppie di imponenti semicolonne tuscaniche poggianti su alti basamenti.

Al di sopra del portale ligneo, sormontato da un timpano triangolare sorretto da sinuose mensole, si staglia un elegante rosone di vetro inserito in un’elegante cornice circolare.

Le possenti semicolonne sorreggono l’architrave, il fregio, recante l’iscrizione “DOM GIOVANNI BATTISTA” ed il frontone triangolare coronato da tre staue.

Vasta e luminosa, la navata unica della chiesa è ingentilita da spettacolari opere pittoriche e altari in marmi policromi.

Degno di nota è senz’altro il campanile svettante al lato della chiesa. Concluso da una cuspide aguzza poggiante su un tamburo ottagonale, la struttura presenta tre monofore lungo il lato ovest, sopra le quali spicca un grande orologio in numeri arabi. Dietro la torre campanaria si scorge una suggestiva veduta del profilo del colle della Madonna.

Il sentiero degli Alpini

Per intraprendere il sentiero escursionistico potete lasciare l’auto in Piazza degli Alpini presso la chiesa arcipretale in Via San Giorgio 16.

Procedete in direzione ovest lungo Via San Giorgio per 1,2 km fino a trovare alla vostra sinistra l’inizio del sentiero sterrato, segnalato da un pannello informativo, di fronte all’agriturismo la Chiesetta.

Imboccato il percorso alberato tenete la destra e procedete in direzione sud lungo il versante boscoso del monte fino ad arrivare ai ruderi dell’oratorio di sant’Antonio Abate, edificio sacro originario del XIII secolo affiancato da un grazioso campanile a vela.

Avvolto da acacie, cipressi e roveri, il luogo di culto di pietra si eleva presso una spelonca coperta da un denso manto di edera nella quale è collocato un altare di pietra ornato da motivi vegetali in altorilievo.

Il tracciato si inerpica sul fianco della montagna fino a sbucare in Via Monte Madonna presso la baita Passo Fiorine. Da questo punto, procedendo ad est, troverete il sentiero n° 14 che porta alla vetta del Monte Grande, da cui si gode di straordinarie vedute panoramiche dei colli Euganei. Procedendo ad ovest raggiungerete la vetta di Monte Madonna, dove è situato uno spettacolare santuario articolato intorno ad un chiostro porticato.

Per tornare al punto di partenza, lasciate l’ingresso della baita Passo Fiorine alla vostra destra e seguite le indicazioni del sentiero degli Alpini R 1 che discende il versante settentrionale del monte fino a sfociare in Via San Giorgio.

Per maggiori informazioni in merito ai sentieri che si addentrano nella fiorente vegetazione arborea del monte, si invita a consultare il sito comune.rovolon.pd.it.

Se vi chiedete cosa fare a Rovolon e desiderate immergervi in un mondo naturale incontaminato e sospeso nel tempo, il sentiero degli alpini potrebbe fare proprio al caso vostro!

Cosa fare a Selvazzano Dentro (PD): 3 idee

Scopri cosa fare a Selvazzano Dentro: la sagra di Caselle, l’argine destro del Bacchiglione, il parco di Villa M. Cesarotti. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Selvazzano Dentro?

Il comune di Selvazzano Dentro confina a nord con Rubano, a sud est con Abano Terme, a sud ovest con Teolo, a est con Padova, a ovest con Saccolongo.

La sagra di Caselle

Secondo il calendario liturgico il giorno dedicato a Santa Maria Ausiliatrice è il 24 maggio e la celebrazione in suo onore si svolge anche nei giorni precedenti e successivi a questa data. L’edizione 2023 ha avuto luogo da venerdì 19 a mercoledì 28 maggio.

Come ogni anno, la tradizionale ricorrenza popolare si svolge in corrispondenza della chiesa di santa Maria Ausiliatrice in Via Pelosa, 63.

La festa concilia la solennità della santa messa nella chiesa romanica al clima spensierato e gioviale di una fiera d’altri tempi, in occasione della quale potrete assaporare tipicità del territorio da far venire l’acquolina in bocca: costine, braciole, salsicce alla griglia con patate fritte e fette di polenta alla piastra nonché piatti di bigoli e di gnocchi al pomodoro e al ragù d’anatra, solo per citare alcune delle pietanze del ricco menù.

Il programma prevede inoltre partite di calcetto, elettrizzanti concerti durante i quali potrete scatenarvi ai ritmi travolgenti di musica DJ e serate danzanti con celebri orchestre.

Se vi chiedete cosa fare a Selvazzano Dentro e desiderate conoscere la cultura ed il folclore di in un incantevole paesino al confine col centro storico di Padova, tra spettacoli musicali e specialità gastronomiche goderecce e squisite, la sagra di Caselle potrebbe essere l’evento adatto a voi!

Per maggiori informazioni in merito alla sagra di Caselle è possibile visitare la pagina Facebook Sagra di Caselle di Selvazzano.

l’argine destro del Bacchiglione

Per raggiungere l’ameno itinerario potete lasciare l’auto in Piazzale San Michele in Via Roma, 74, di fronte alla chiesa parrocchiale.

Procedete in direzione nord lungo Via Roma per 170 metri. Poco prima del Ponte della Libertà, imboccate il sentiero alla vostra destra. Il percorso si inoltra nel sereno scenario agreste selvazzanese scandito da vasti campi di frumento solcati dalle tortuose anse del Bacchiglione.

Ombreggiata da salici, noci, pioppi e ailanti, la sinuosa via cicloturistica regala suggestive vedute ad ampio raggio del silenzioso panorama rurale del comune da cui si scorgono le torri campanarie di antiche chiese campestri circondate da scuri e svettanti cipressi, antichi fabbricati rustici e case dominicali plurisecolari.

In alternativa, immediatamente prima del ponte, potete girare a sinistra nella stradina sterrata che si snoda in direzione ovest lungo l’argine erboso del fiume.

Se vi chiedete cosa fare a Selvazzano Dentro e siete alla ricerca di un’oasi di pace in cui passeggiare o fare un giro in bicicletta, intraprendere la tranquilla via che asseconda l’argine destro del Bacchiglione è un’attività certamente consigliata.

Il parco di Villa M. Cesarotti

Una delle mete più significative del comune (naturalmente senza dimenticare la spettacolare Villa Emo Capodilista), lo splendido giardino alberato è attraversato da candidi sentieri che si inoltrano nella rigogliosa vegetazione arborea di magnolie, pini marittimi, cedri, tigli, palme e bagolari, solo per menzionare alcune delle floride piante di cui l’antico polmone verde è costellato.

Armoniosamente inserito nel contesto urbano di Selvazzano delimitato a nord dall’argine Bacchiglione, il parco di Villa Melchiorre Cesarotti si integra perfettamente con la barchessa della villa, maestoso edificio rustico dotato di un arioso portico ritmato da ampie arcate a tutto sesto, e con la dimora padronale, abitazione signorile seicentesca coronata da un’elegante torretta che si staglia al centro della facciata.

Il parco di Villa Melchiorre Cesarotti rappresenta la cornice ideale per ospitare iniziative culturali che coinvolgono sia la popolazione locale che visitatori da ogni parte della regione.

Cosa fare a Cervarese Santa Croce (PD): 4 idee

Scopri cosa fare a Cervarese Santa Croce: la festa del Bò, il castello di San Martino della Vaneza, il parco del castello, il palio dello sparviero. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Cervarese Santa Croce?

Il comune di Cervarese Santa Croce confina a nord con Montegalda, a sud con Teolo, a est con Veggiano, Saccolongo e Teolo, a ovest con Montegaldella e Rovolon.

La festa del Bò

La vivace ricorrenza popolare si svolge ogni anno nel mese di settembre. L’edizione 2022 della festa ha avuto luogo da giovedì 1 a martedì 6 settembre presso la chiesa dell’esaltazione della Santa Croce in Via Roma, 27.

Come ogni anno, in occasione della tradizionale manifestazione vengono allestite spaziose aree di ristorazione nelle quali sarà possibile assaporare specialità di carne alla griglia, costate di manzo, risotti, gnocchi e pasta fatta in casa, dai bigoli al pomodoro agli strozzapreti al ragù d’anatra.

Protagonista indiscusso dell’evento è il succulento bue allo spiedo, da cui la celebrazione prende appunto il nome. Un bovino di quasi trecento chili, speziato e avvolto in carta stagnola, viene lentamente cotto per quasi un giorno sul fuoco scoppiettante, uno spettacolo per la vista ed il palato!

Se vi chiedete cosa fare a Cervarese Santa Croce e desiderate immergervi nell’atmosfera gioviale e spensierata di un’antica manifestazione all’insegna di musica dal vivo, spettacoli di cabaret, parchi divertimento e tipicità gastronomiche da abbinare a qualità vinicole del territorio e freddi boccali di birra, la festa del Bò potrebbe essere l’evento adatto a voi!

Per essere sempre aggiornati in merito al programma del prossimo appuntamento della sagra si consiglia di visitare la pagina Facebook Festa del Bò.

Il castello di San Martino della Vaneza

Situata in Via S. Martino, 23, la maestosa fortificazione medievale è uno dei monumenti più rappresentativi del comune.

La rocca sorge nell’incantevole scenario agreste cervaresano scandito da floridi campi di frumento e di granturco lambiti dal serpeggiante corso del Bacchiglione, le cui sponde erbose sono disseminate di rigogliosi esemplari di pioppi, salici e carpini.

Sopravvissuta alle distruzioni di Ezzelino III Da Romano, feroce condottiero vissuto tra i secoli XII e XIII, l’imponente mole della torre millenaria è coronata da un’elegante merlatura ghibellina sostenuta da beccatelli, la cui disposizione genera un suggestivo gioco di luci ed ombre.

Il perimetro del complesso architettonico è definito a est e ad ovest da due corpi di fabbrica con una copertura a doppio spiovente, a sud da una parete di pietra in cui si apre l’ingresso, concluso da una volta a tutto sesto, a nord da una parete ritmata da merli guelfi, nella quale è inglobato lo svettante mastio.

Ristrutturata dal nobile casato padovano dei da Carrara nella prima metà del XIV secolo, l’opera militare difensiva divenne, durante la dominazione veneziana, un fiorente porto fluviale per il trasporto di legname.

Per maggiori informazioni si consiglia di visitare la sezione relativa allo splendido castello, attualmente sede museale, nel sito comune.cervarese.pd.it.

Il parco del castello

Una delle località più fotogeniche del territorio, l’incontaminato giardino alberato è pervaso da un’atmosfera fiabesca che regala amene prospettive del panorama fluviale di Cervarese Santa Croce.

Serena oasi di pace in cui si respira aria di medioevo, la soleggiata distesa prativa rappresenta la località ideale sia per fare tranquille passeggiate immersi nel verde, sia per partecipare ad affascinanti rievocazioni storiche come il palio dello sparviero.

Il palio dello sparviero

Organizzata nella formidabile cornice storica del castello di San Martino della Vaneza, l’edizione 2023 dell’evento folclorico è iniziata venerdì 16 e terminerà venerdì 23 giugno. Ad animare le allegre giornate di festa vi saranno banchetti pantagruelici con gustose portate di carne, fiumi di birra e qualità vinicole del territorio. Il programma prevede laboratori artigianali, sgargianti spettacoli di sbandieratori e acrobati, esibizioni equestri e duelli mozzafiato tra cavalieri dalle armature scintillanti.

Per approfondire le vostre conoscenze in merito alla celebre battaglia della Fossa di San Martino e per rimanere sempre aggiornati in merito al prossimo appuntamento della manifestazione si consiglia di visitare il sito paliodellosparviero.it.

Cosa fare a Saccolongo in provincia di Padova: 4 idee

Scopri cosa fare a Saccolongo: la festa della birra, la sagra dell’Assunta, l’antica fiera di San Michele, passeggiata lungo il Bacchiglione. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Saccolongo?

Il comune di Saccolongo confina a nord con Mestrino, a sud con Teolo, a sud est con Selvazzano, a sud ovest con Cervarese Santa Croce, a est con Rubano e Selvazzano, a ovest con Mestrino e Veggiano.

La festa della Birra

Tranne rare eccezioni, la festa della birra si tiene ogni anno nel mese di giungo. L’edizione 2023 è prevista da venerdì 23 a domenica 25 giugno presso la parrocchia di Creola in Via Molini, 43. Ad animare il centro storico durante le calde serate di inizio estate vi saranno concerti di gruppi tributo che vi faranno rivivere intramontabili successi di musica rock italiana e internazionale.

Desiderate conoscere quali artisti che si esibiranno in questa edizione della festa della birra? Niente di più semplice!

Per essere sempre aggiornati in merito all’evento, al menù, ai cantanti e musicisti che si esibiranno è possibile consultare la pagina Facebook Spazio giovani Creola STAND UP.

La sagra dell’Assunta

La sagra dell’Assunta si svolge ogni anno a metà agosto. Nel 2022 la tradizionale ricorrenza ha avuto luogo da sabato 13 a domenica 21 agosto in corrispondenza della chiesa parrocchiale in Via Pio XII, 18.

Alle solenni cerimonie dedicate all’Assunzione di Maria, la sagra associa il clima spensierato e gioviale di una fiera d’altri tempi all’insegna di musica dal vivo e gustose specialità caserecce. Nelle spaziose e comode aree di ristorazione potrete assaporare squisite pietanze che includono braciole, costine e salsicce sfrigolanti alla griglia servite con patatine fritte e fette di polenta fumante.

Se vi chiedete cosa fare a Saccolongo e siete alla ricerca iniziative per trascorrere la bella stagione nella serena campagna di un ameno paesino a soli quindici chilometri dal centro storico di Padova, la sagra dell’Assunta potrebbe essere l’evento adatto a voi!

Per maggiori informazioni in merito alla festa popolare si consiglia di visitare la pagina Facebook NOI circolo parrocchiale SACCOLONGO.

La fiera di San Michele

Secondo il calendario liturgico il giorno dedicato a San Michele Arcangelo è il 29 settembre e la festività in suo onore si estende anche nelle serate antecedenti a questa data.

Occasione di raccoglimento spirituale, di socialità e divertimento, la festa valorizza le radici culturali della comunità saccolongana sia attraverso le sentite funzioni liturgiche in onore del santo patrono nella chiesa di San Pietro Apostolo in Via Molini, 43, sia attraverso degustazioni di piatti prelibati della tradizione, tra cui succulente grigliate miste, bigoli al ragù d’anatra, tagliate di manzo, fritture di pesce ed arrosticini a volontà, appetitosi spiedini di carne ovina da abbinare a qualità vinicole del territorio e freddi boccali di birra.

Se vi chiedete cosa fare a Saccolongo e desiderate conoscere il folclore di un’affascinante cittadina agreste nel cuore del padovano in un’atmosfera allegra e vivace tra specialità eno gastronomiche di prima scelta, pittoreschi mercatini e laboratori artigianali, l’antica fiera di San Michele potrebbe fare proprio al caso vostro!

Passeggiata lungo il Bacchiglione

Salvo segnali di divieto, per raggiungere il piacevole percorso naturalistico potete lasciare l’auto nel parcheggio lungo Via Cimitero in prossimità della barchessa di Villa Pisani (45.41623116822643, 11.731531359457428). In alternativa, sempre lungo Via Cimitero, si trova uno spiazzo di ghiaia in corrispondenza dell’argine erboso (45.41592355254358, 11.730717742885549).

Il sinuoso itinerario si addentra nel tranquillo scenario campestre solcato dal serpeggiante corso del Bacchiglione, lungo le cui sponde crescono rigogliosi esemplari di salici, pioppi, acacie, olmi, frassini e ontani.

Se vi chiedete cosa fare a Saccolongo, il sentiero offre spettacolari vedute del panorama fluviale del comune scandito da floridi campi di granturco, siepi lussureggianti e costellato di splendide opere di architettura plurisecolare, dalla già citata barchessa di Villa Pisani, maestoso fabbricato rurale ritmato da ampie arcate a tutto sesto, ad incantevoli chiese campestri immerse nel verde.

Cosa fare a Veggiano in provincia di Padova: 3 idee

Scopri cosa fare a Veggiano: la festa di Sant’Antonio, la festa del gnocco, la chiesa di Sant’Andrea. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Veggiano?

Il comune di Veggiano in provincia di Padova confina a nord con Grisignano di Zocco, a sud con Cervarese Santa Croce, a est con Mestrino e Saccolongo, a ovest con Montegalda e Cervarese Santa Croce.

La festa di Sant’Antonio

Secondo il calendario liturgico il giorno dedicato a Sant’Antonio da Padova è il 13 giungo. Nel comune di Veggiano la celebrazione in suo onore si svolge anche nei giorni precedenti e successivi a questa data. L’edizione 2023 della sagra ha avuto luogo da giovedì 8 a mercoledì 14 giugno nell’area giovani in corrispondenza della chiesa di Sant’Andrea.

In occasione dell’evento potrete assaporare specialità caserecce con prodotti genuini del territorio. Preparati a mano dalle abili cuoche veggianesi, protagonisti indiscussi della sagra sono gli squisiti gnocchi che potrete gustare con una ricca varietà di condimenti: al ragù d’anatra, al ragù di cinghiale, al pomodoro, con speck gorgonzola e panna, oppure con burro e salvia.

Il menù include braciole, salsicce e costine sfrigolanti alla griglia, servite con patate fritte e polenta alla piastra, baccalà alla vicentina e taglieri di salumi e formaggi di prima scelta. Non mancheranno piatti della tradizione emiliana e abruzzese come le prelibate trippe alla parmigiana e gli arrosticini, spiedini di carne ovina da abbinare a qualità vinicole della regione e freddi boccali di birra.

Oltre alla lotteria di beneficienza, il programma dell’evento prevede un grande parco divertimenti con giostre brillanti di luci elettriche e pittoreschi mercatini artigianali.

Se vi chiedete cosa fare a Veggiano e siete alla ricerca di coinvolgenti iniziative per trascorrere la bella stagione in buona compagnia nella suggestiva cornice naturalistica di un paesino rurale a pochi chilometri da Padova, la festa di Sant’Antonio potrebbe essere l’evento adatto a voi!

Per maggiori informazioni in merito all’evento è possibile consultare il sito prolocoveggiano.it e la pagina Facebook Proloco Veggiano.

La festa del gnocco

La ricorrenza popolare si tiene ogni anno nel mese di settembre. L’edizione 2022 della festa del gnocco ha avuto luogo da giovedì 1 a mercoledì 7 settembre presso la pro loco del comune in Via Pietro Selvatico, 31.

Appuntamento consigliato per le buone forchette, la sagra valorizza il piatto principe dell’evento in diverse declinazioni: al pomodoro, con radicchio, salsiccia e asiago, con verdure miste e con speck, panna e gorgonzola, solo per citare alcuni dei gustosi condimenti indicati nel menù.

Il programma prevede vivaci e dinamiche serate durante le quali potrete scatenarvi al ritmo di concerti di musica elettronica, di gruppi pop e band tributo che vi faranno rivivere intramontabili successi italiani e internazionali.

Se vi chiedete cosa fare a Veggiano e desiderate immergervi nell’atmosfera spensierata di una fiera d’altri tempi all’insegna di specialità eno gastronomiche di prima qualità e musica dal vivo, la comunità veggianese è pronta ad accogliervi a braccia aperte!

La chiesa di Sant’Andrea

Situata in Via Roma, 2, la chiesa di Sant’Andrea è uno splendido luogo di culto incastonato nel cuore storico della cittadina padovana.

La maestosa chiesa si distingue per una facciata a doppio spiovente verticalmente tripartita da quattro lesene. Nei settori laterali si aprono due nicchie in cui sono inserite due statue, sopra le quali si aprono due monofore a sesto acuto.

Il portale ligneo d’ingresso è sormontato da una lunetta a tutto sesto. A coronare lo sviluppo verticale del fronte sono cinque guglie sorrette da colonnine.

Erto al fiano della chiesa svetta un affascinante campanile in pietra e mattoni concluso da una cuspide poggiante su un tamburo ottagonale. Nella cella campanaria si aprono quattro eleganti bifore.

Cosa fare a Moriago della Battaglia: 4 idee

Scopri cosa fare a Moriago della Battaglia: quattro località imperdibili tra riserve incontaminate, emozionanti itinerari museali e spettacolari località naturalistiche in cui ebbero luogo alcuni dei più decisivi avvenimenti della storia del nostro Paese.

Dove si trova Moriago della Battaglia?

Il comune di Moriago della Battaglia, in provincia di Treviso, confina a nord con Farra di Soligo, a sud con Crocetta del Montello e Volpago del Montello, a est con Sernaglia della Battaglia, a ovest con Vidor.

I Palù

Il territorio dei Palù si estende per un’area di circa mille ettari tra i comuni di Farra di Soligo, Sernaglia della Battaglia, Moriago della Battaglia e Vidor. L’area naturalistica è lambita da gelidi specchi d’acqua circondati da maestose querce secolari, ontani, salici, platani, pioppi e molte altre rigogliose piante d’alto fusto.

Questa amena località è attraversata da piacevoli sentieri incorniciati da siepi spontanee che, assecondando il sinuoso andamento di vivaci torrenti, si addentrando nel cuore di verdeggianti siti boschivi. 

Il fertile territorio dei Palù, così chiamato in riferimento a una specie erbacea del genere delle ciperacee, si distingue per la sua affascinante storia, testimoniata da antichi ritrovamenti che narrano il passaggio e l’insediamento di popolazioni risalenti al Neolitico.

La torre Da Camino

Tore Da Camino 1
La Torre dei Caminesi a Moriago della Battaglia (TV).

La torre dei Da Camino è situata in Piazza della Vittoria tra la chiesa di San Leonardo e il suo campanile, possente costruzione in mattoni rossi ingentilita da eleganti trifore.

Il nobile casato dei Da Camino ordinò la costruzione della massiccia torre con funzione di avvistamento e di controllo sulla vasta pianura circostante.

In seguito alle devastazioni della Prima Guerra Mondiale, la porzione intatta della torre venne sottoposta ad accurati interventi di restauro per valorizzarne il notevole valore architettonico, culturale e storico.

Se vi chiedete cosa fare a Moriago della Battaglia, la torre Da Camino è uno dei più significativi punti di riferimento storici del territorio.

La chiesa di San Leonardo

Situata in Piazza della Vittoria, 11, la chiesa dedicata a San Leonardo abate di Limoges, abate ed eremita francese vissuto tra il IV e il V secolo, è uno degli edifici sacri di maggior rilevanza storica a architettonica del comune per la sontuosa imponenza della sua struttura e per il patrimonio pittorico e scultoreo custodito al suo interno.

Il luogo di culto monumentale fu realizzato negli anni Venti del Novecento sui resti della precedente chiesa medievale, devastata dai massicci bombardamenti della Prima Guerra Mondiale.

La parrocchia custodisce i simboli, rappresentati da due lapidi recanti i simboli di Santi, sopravvissuti alle devastazioni belliche.

Coronata da una spettacolare cupola raffigurante una volta celeste, la solenne struttura dalla caratteristica pianta poligonale custodisce una pala d’altare del Pordenone.

L’isola dei Morti e passeggiata lungo il Piave

Dove si trova l’isola de Morti?

Prima di essere segnato dalle cicatrici del primo conflitto mondiale, il parco commemorativo era conosciuto come “Isola Verde”, fertile lembo di terra proteso verso le grave del Piave a nord del Montello.

Tra il 26 e il 27 ottobre 1918 gli Arditi del XXII Reparto d’Assalto e la Brigata Cuneo del XXVII Corpo d’Armata costituirono la testa di ponte che permise di valicare il fiume sacro alla Patria e liberare Moriago della battaglia, a cui valse il titolo di Porta della Vittoria.

Come raggiungere l’Isola dei Morti?

Dopo aver parcheggiato, potrete percorrere Viale della Vittoria e raggiungere, prendendo una laterale a destra, il giardino botanico. Proseguendo invece dritto, si arriva alla chiesetta di Santa Maria del Piave.

Se vi chiedete cosa fare a Moriago della Battaglia e desiderate immergervi in una splendida oasi alberata in cui si sono svolti alcuni dei più significativi episodi della prima guerra mondiale, visitare l’Isola dei Morti sarà un’esperienza memorabile.

Cosa fare a Rubano in provincia di Padova: 3 idee

Scopri cosa fare a Rubano: la sagra Bosco, il parco etnografico, la parrocchia di Bosco. Volete saperne di più? Prima di tutto…

Dove si trova Rubano?

Il comune di Rubano confina a nord con Villafranca Padovana, a sud con Selvazzano, a est con Padova, a ovest con Mestrino e Saccolongo.

Sagra Bosco

La sagra di Bosco si svolge ogni anno tra i mesi di giungo e luglio in corrispondenza della parrocchia di Rubano in Via Cavallotto, 2. L’edizione 2023 è prevista da giovedì 29 giungo a mercoledì 5 luglio.

Occasione ideale per le buone forchette, la festa prevede spaziose e comode tendostrutture nelle quali potrete assaporare specialità goderecce da far venire l’acquolina in bocca. Il ricco menù include infatti squisite braciole, costine, pancetta e salsicce sfrigolanti alla griglia servite con patatine fritte croccanti e fette di polenta ai ferri, succulenti polli arrosto, taglieri di formaggi e affettati di prima scelta, nonché panini farciti con pancetta (o porchetta), formaggio, uova e verdure grigliate.

Gli amanti delle tipicità di mare potranno gustare appetitose fritture di pesce, da abbinare a qualità vinicole locali e freddi boccali di birra ideali per lenire la calura estiva.

Alla solennità delle cerimonie liturgiche in onore di San Teobaldo, eremita francese vissuto nell’XI secolo, la celebrazione associa il clima dinamico e spensierato di un evento all’insegna di spettacoli musicali e canori e serate danzanti con orchestre di liscio. Per i più piccoli, il programma prevede vasti parchi divertimento con giochi gonfiabili e coinvolgenti attività ludiche con giochi artigianali in legno ideati per mettere alla prova ingegno, precisione e coordinazione.

Se vi chiedete cosa fare a Rubano e desiderate immergervi nell’atmosfera allegra e gioviale di una fiera d’altri tempi in un ameno paesino rurale situato a meno di dieci chilometri da Padova, partecipare alla sagra del Bosco potrebbe fare proprio al caso vostro!

Per rimanere sempre aggiornati in merito al prossimo appuntamento della vivace ricorrenza popolare è possibile consultare la pagina Facebook Sagra Bosco di Rubano (PD).

Il parco etnografico

Per raggiungere il parco etnografico potete lasciare l’auto nel parcheggio in Via Valli, 1. Esteso su una superficie di quasi sette ettari, il pacifico polmone verde si articola intorno ad un vasto specchio d’acqua in cui trovano il proprio habitat diverse specie ittiche, anfibie ed esemplari avicoli che nidificano nelle dense formazioni di canne plaustri che crescono rigogliose lungo le sponde del lago.

Una delle località più fotogeniche del territorio, il polmone verde è disseminato di cipressi, svettanti pioppi cipressini, salici, olmi, aceri campestri, querce, frassini e carpini, le cui fronde offrono riparo ai visitatori che si addentrano in questo incontaminato ambiente primordiale avvolto dal sereno panorama agreste rubanese.

Armoniosamente integrati nella splendida riserva alberata sorgono una casa rurale, un’affascinante casone ed un forno per fare il pane. Il complesso di edifici rappresenta il fulcro di diverse iniziative adatte a persone di ogni età che desiderino familiarizzare con la natura e le radici culturali del territorio.

Se vi chiedete cosa fare a Rubano e siete alla ricerca di un’oasi di pace in cui regna un delicato mosaico di biodiversità, il parco etnografico di Rubano merita certamente una visita!

Per maggiori informazioni in merito a questo straordinario sito naturalistico, si consiglia di visitare la pagina Facebook Parco Etnografico di Rubano ed il sito parcodirubano.org.

La parrocchia di Bosco

Erta nel cuore storico dell’incantevole paesino agreste, la chiesa di Bosco è uno dei più antichi e significativi punti di riferimento spirituali del comune.

Il maestoso luogo di culto neoclassico si distingue per una candida facciata a doppio spiovente verticalmente tripartita da due coppie di lesene. Nei settori laterali del fronte si aprono due monofore centinate. Al di sopra del portale ligneo si staglia una lunetta semicircolare. A concludere lo sviluppo verticale della struttura è il frontone triangolare, sormontato dalle statue di due santi, al centro del quale si scorge una stella a otto punte.

La chiesa custodisce uno elaborato organo a canne, pregiati altari in marmi policromi e raffinate opere pittoriche.